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Costi e futuro delle navi quarantena, il prefetto Di Bari: "Fenomeno migratorio sotto controllo"

Il bando per il servizio di noleggio delle imbarcazioni adibite al periodo di sorveglianza sanitaria scade il 31 dicembre

Era il mese di maggio del 2020 quando la “Moby Zaza” per prima, fu adibita a nave quarantena per il servizio di sorveglianza sanitaria anti Covid dei migranti. Da allora sono trascorsi 18 mesi ed attualmente in acque territoriali italiane, sono complessivamente cinque le grandi imbarcazioni che accolgono i migranti soccorsi in mare o comunque sbarcati sulle coste italiane.

Il milionario bando della Protezione Civile che assicura alle compagnie di navigazione, un corrispettivo giornaliero di 36 mila euro per il noleggio di ciascuna imbarcazione, più altri 25 euro al giorno per ogni migrante ospite scadrà il prossimo 31 dicembre.

AgrigentoNotizie ha chiesto al prefetto Michele Di Bari che da oltre due anni guida il dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione se anche per il 2022 il governo intenderà prorogare il servizio di sorveglianza sanitaria dei migranti a bordo delle navi quarantena. Non c'è stata una risposta diretta del prefetto Di Bari sul futuro delle navi quarantena, il capo dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione invece si è soffermato sulla gestione dei flussi migratori. “Stiamo ben governando il fenomeno migratorio sotto la spinta anche del ministro Lamorgese" – dice dai microfoni di AgrigentoNotizie il prefetto Michele Di Bari.

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I costi delle navi quarantena ma anche la presenza sul territorio di molti migranti economici nord africani hanno suscitato diverse polemiche nell'opinione pubblica. L'inosservanza dei provvedimenti dei fogli di via emessi dalle autorità italiane, hanno anche alimentato il dibattito politico in materia di pubblica sicurezza.

“I migranti – dice in merito il prefetto Michele Di bari – vengono trattati secondo ciò che è disciplinato dalle leggi, dalla Costituzione italiana, dalle convenzioni internazionali e dalla dichiarazione dei diritti degli uomini. Ovviamente – aggiunge – bisogna sempre raggiungere l'equilibrio tra sicurezza e accoglienza ed è questo lo sforzo quotidiano del ministero dell'Interno. Ad Agrigento – conclude il capo del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione – mi pare che ci sia una bellissima lezione di questa dignità che avviene senza nessuna difficoltà”.

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