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Mercoledì, 22 Maggio 2024
L'appello

Sbarchi senza sosta a Lampedusa, l'arcivescovo: "Mancano scelte politiche coraggiose"

Don Damiano evidenzia come negli ultimi mesi si siano registrati anche tre decessi all'interno dell'hotspot

"Le nuove ondate di sbarchi di migranti sulle coste lampedusane richiedono con urgenza che le migrazioni, più che essere bloccate, siano governate. Sarebbe ingenuo continuare a considerarle come un fenomeno emergenziale, senza considerare che costituiscono ormai un dato fisiologico e strutturale".

Così, in una lunga lettera, l'arcivescovo di Agrigento don Alessandro Damiano interviene in un momento in cui gli sbarchi a Lampedusa si sono intensificati in modo rilevante, e, con essi,  è aumentato anche il numero di morti, spesso neonati.

"La strategia di allontanare le navi della flotta civile umanitaria dal Mediterraneo al fine di non intasare i porti del sud Italia – com’era prevedibile – ha costretto Guardia Costiera e Guardia di Finanza a condurre a Lampedusa la quasi totalità dei naufraghi salvati - dice Damiano-. Malgrado sull'isola, da oltre 20 anni, esistano strutture destinate all'accoglienza delle persone migranti, non era mai accaduto che nel giro di soli due mesi ben 3 persone (e tra questi un neonato) morissero al loro interno. L’ormai quasi fisiologico sovraffollamento rende inadeguato l’hotspot al suo uso e costringe i suoi ospiti a condizioni di vita disumane, senza considerare che la costrizione in uno spazio angusto lascia presagire la reiterazione di eventi violenti con grave rischio per ospiti e operatori".

Damiano denuncia "il sostanziale silenzio delle istituzioni politiche di governo e di opposizione, malgrado l’efficace copertura mediatica dei recenti accadimenti, aumenta notevolmente la preoccupazione che tutto si ripeta secondo lo schema ormai ciclicamente registrato e, quindi, prevedibile".  Per questo l'arcivescovo invoca "scelte politiche coraggiose che possano portare a un definitivo cambio di rotta", cioè, "aprire immediatamente canali legali di ingresso in Europa che consentano alle persone di intraprendere viaggi sicuri e legali, come già sperimentato grazie alla prassi dei “corridoi umanitari”, ma anche favorendo il rilascio di visti regolari; limitare unicamente ai soggetti particolarmente vulnerabili l’accoglienza sull’Isola di Lampedusa; destinare risorse consistenti alla cooperazione internazionale per favorire lo sviluppo politico, sociale ed economico dei paesi di provenienza e rendere la scelta di migrare realmente libera; sospendere qualsiasi accordo in materia di migrazioni con paesi governati da dittature e/o che non rispettino i diritti umani".

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