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Martedì, 28 Maggio 2024
Canale di Sicilia / Lampedusa e Linosa

Lampedusa, è stata un'altra notte di approdi: uno dei barchini forse vittima dei "pirati"

Sono al momento quasi 1200 i migranti ospiti dall'hotspot di contrada Imbriacola. Il presidente della Croce rossa: "Grazie ai volontari"

Sono 109 i migranti, tunisini per la maggior parte, che sono sbarcati a partire dalla mezzanotte a Lampedusa. Due, con 15 e 8 persone, gli approdi autonomi direttamente sulla terraferma. A bloccare i gruppetti, fra cui una donna fra i 15 e 5 fra gli otto, sono stati i carabinieri e i militari della tenenza della Guardia di finanza. Nel primo caso, i tunisini hanno dichiarato di essere salpati da Monastir, nel secondo invece da Chebba.

Le motovedette di Capitaneria e Guardia di finanza hanno invece agganciato, al largo, due barchini, entrambi salpati da Sfax, con a bordo 44 (14 donne e 3 minori) e 42 (2 donne e 5 minori) persone originarie di Benin, Sudan, Burkina Faso, Camerun, Congo, Costa d'Avorio e Mali.
Ieri, in 24 ore, sull'isola, c'erano stati 24 sbarchi con un totale di 912 persone, quasi tutte salpate dalla Tunisia.

Altri 8 tunisini sono stati rintracciati sulla terraferma dai militari della tenenza della Guardia di finanza di Lampedusa. Tra di loro una donna cinque minori. "La barca è di mia proprietà, ci siamo autofinanziati soltanto per comprare 6 taniche da 20 litri di carburante", hanno raccontato.

Il costo per la traversata dalla Tunisia va da 1.500 dinari fino a 6mila o 8mila dinari, con una media di circa 3mila dinari tunisini. Gli ultimi 42 migranti, originari di Benin e Sudan, soccorsi alle 7,30 dalla Pv6 Barbarisi della Guardia di finanza hanno raccontato d'aver pagato 2mila dinari tunisini, alcuni in contanti, altri invece tramite agenzie money transfert. Un dettaglio quest'ultimo che potrebbe rivelarsi importante, se non addirittura determinante, per le attività investigative della stessa Guardia di finanza e della Squadra mobile della Questura di Agrigento.

Uno dei barchini soccorsi durante la notte, con a bordo 35 persone originarie di Burkina Faso, Camerun, Guinea e Tunisia, è stato agganciato dai militari della motovedetta Cp319 della Guardia costiera mentre era alla deriva. L'imbarcazione di legno, di circa 6 metri, era senza motore. I migranti hanno riferito ai soccorritori di averlo perso durante la navigazione, dichiarazioni alle quali gli investigatori credono però poco specie dopo che, nelle scorse settimane, sono venuti alla luce, e 4 tunisini furono fermati per pirateria da Squadra Mobile, Guardia di finanza e Capitaneria, i casi di abbordaggio e sottrazione dei motori che servono per alimentare i barchini in viaggio. I poliziotti, nelle prossime ore, con l'aiuto dei mediatori culturali presenti all'hotspot di Lampedusa, proveranno a fare chiarezza e a capire se anche i 35 siano stati, o meno, vittime di nuovi atti di pirateria.

 Sono 1.764 i migranti ospiti, compresi gli ultimi 109 sbarcati fra la notte e l'alba, dell'hotspot di Lampedusa. Su disposizione della Prefettura di Agrigento, la polizia sta iniziando a scortare, a piccoli gruppi, da contrada Imbriacola al porto, 600 nordafricani che verranno imbarcati sul traghetto di linea Galaxy che giungerà in serata a Porto Empedocle. Stessa destinazione per gli altri 200 che verranno trasferiti, alle ore 21 circa, con la seconda motonave che collega le isole Pelagie con Porto Empedocle. Saranno quindi complessivamente 800 i migranti che oggi lasceranno Lampedusa. Ieri erano stati invece 1.200 in totale, 440 dei quali sono stati spostati con la motonave "Lampedusa" che ha fatto rotta su Trapani.

"Alla vigilia di Ferragosto -  ha scritto sui social Rosario Valastro, presidente della Croce rossa italiana - voglio ringraziare tutte e tutti gli operatori e i volontari della Cri che stanno gestendo l’hotspot a Lampedusa. Un centro che in più di due mesi ha accolto migliaia di donne, uomini e minori garantendo quell’assistenza che è sinonimo di umanità. Un centro, quello di Lampedusa, che nelle cronache spesso viene detto al collasso. Ma così non è per due ragioni fondamentali: la prima che i trasferimenti funzionano, la seconda che abbiamo organizzato logisticamente il centro in modo da far fronte a momenti di sovraffollamento". 

"La situazione non è semplice - ha concluso Valastro - ma al momento è gestita senza criticità particolari. Saremmo i primi se così non fosse a dirlo”.

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