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La tragedia / Lampedusa e Linosa

Naufragio di Lampedusa, salgono a tre i morti: recuperato anche il corpo di una donna

Stamattina erano stati ripescati un neonato e un adulto. La Procura al lavoro per individuare i colpevoli

Due adulti (un uomo e una donna) e un neonato di circa un anno sono stati recuperati, dopo un naufragio registratosi a 38 miglia dalla costa di Lampedusa, dalle motovedette della Guardia costiera. Rianimato un altro neonato che è stato salvato appena in tempo. Sono 30 i migranti salvati dai militari della Guardia costiera che stanno per arrivare a molo Favarolo dove la macchina dei soccorsi è già schierata. 

Il mezzo è partito da Sfax. 

"Siamo in guerra, una guerra silenziosa che molti ignorano o fanno finta di ignorare - ha detto il sindaco delle Pelagie Filippo Mannino -. Serve una legge speciale per Lampedusa che aiuti concretamente a gestire questo fenomeno che ha inevitabili ricadute sulla gestione del territorio, e quindi sull’amministrazione comunale. Serve personale, serve una task force pronta ad occuparsi quotidianamente di tutti gli aspetti connessi ai soccorsi e alla macchina dell’accoglienza".

Lo ha detto, in merito all'ultimo naufragio registratosi a 38 miglia dalla costa, il sindaco delle Pelagie Filippo Mannino. "Spero che il Governo Meloni, e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, si ravvedano e nel Decreto Mille proroghe conceda al nostro Comune gli aiuti promessi. Con questi ritmi, con questi numeri da capogiro anche in pieno inverno, non so - ha sottolineato Mannino - fino a quando riusciremo a fronteggiare tutto ciò". Il sindaco di Lampedusa e Linosa invita il ministro dell'Interno a "costatare, con i propri occhi, quanto succede sull'isola. Venga di persona, venga a vedere.  Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi - prosegue Mannino - venga a Lampedusa e stia almeno 24 ore con me. Forse così si renderà conto dell'enormità del problema e proporrà al Governo Meloni delle soluzioni serie e concrete".

Appena ieri mattina, nelle acque antistanti a Cala Uccello, è stato recuperato il cadavere di un immigrato che è stato poi portato alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana. 

La Procura di Agrigento, con l'aggiunto Salvatore Vella, ha aperto un fascicolo d'inchiesta, a carico di ignoti, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e morte quale conseguenza di altro reato. Tutti i supersisti verranno, come sempre avviene in casi di questo genere, ascoltati per provare a ricostruire cosa sia accaduto durante il viaggio e come e perché il bambino di un anno e l'adulto siano finiti in mare ed annegati. Si cercherà ovviamente di identificare gli scafisti che, ormai utilizzano barconi in lamiera con motore fuori bordo e non verniciati. Natanti assolutamente instabili e quindi più pericolosi.

"I trafficanti di essere umani tunisini nascono come pescatori che si sono riconvertiti ad un business criminale e, in genere, - spiega Salvatore Vella - hanno un atteggiamento di grande rispetto nei confronti dei loro connazionali. Il fatto che, a bordo di questi barchini in metallo, non vi siano tunisini, ma sono quasi ed esclusivamente subsahariani ci porta a pensare che questa modalità di navigazione sia estremamente pericolosa e quindi, probabilmente, meno cara e per questo, a bordo di queste imbarcazioni, vi sono soltanto subsahariani che, purtroppo, sono persone che, in genere, non sanno nuotare. Quindi quando questi barchini si capovolgono e affondano velocemente, essendo in metallo, causano la morte di quasi tutti coloro che erano a bordo, se non c'è un intervento immediato di natanti impegnati in operazioni di salvataggio".

(aggiornato alle 19.35)

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