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(foto ARCHIVIO)

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Sbarchi e grossi quantitativi di hashish, Patronaggio: "Gli affari che collegano le mafie"

Il procuratore capo è stato sentito in commissione Antimafia dove ha parlato anche del traffico degli organi e della carenza di organici: "Quota 100 è stata devastante"

"Ci sono collegamenti tra i soggetti mafiosi locali, in Italia, e quelli che organizzano gli sbarchi: si tratta di contatti tra le mafie locali e tunisini, egiziani e marocchini, così come il rapporto di scambio è quello di grossi quantitativi di hashish per garantire un passaggio in sicurezza. Questo è stato accertato in diverse indagini". Lo ha detto, ieri sera, il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ascoltato in commissione Antimafia a Roma. 

Traffico di organi 

Ma c'è di più. C'è il problema del traffico degli organi. "Dalla mia esperienza queste operazioni avvengono più all'estero che nel nostro territorio. Il nostro
territorio è quello che riceve gli organi" - ha spiegato il procuratore Patronaggio rispondendo ad una domanda sulle eventuali connessioni tra il traffico di esseri umani e quello di organi.

Sbarchi "fantasma", Patronaggio alla Camera: "Sono il vero pericolo"

Gommoni stracarichi di migranti

"Con cadenza quasi quotidiana arrivano gommoni stracarichi di migranti, che secondo la legge del mare sono chiaramente in pericolo di vita: tutto questo rende legittimo l'intervento Sar" - ha aggiunto Patronaggio - . E in merito agli sbarchi fantasma, dopo che in mattinata era stato già sentito, il procuratore di Agrigento ha spiegato: "Nel 2017 e 2018 gli sbarchi 'fantasma' di migranti si attestavano intorno al 10-15% del complesso degli sbarchi, oggi sono intorno al 20-25%".

Carenza di organici

"La carenza di organici non riguarda tanto i magistrati quanto il personale amministrativo. Quota 100 è stata devastante, abbiamo una migrazione di impiegati che non riusciamo a rimpiazzare tempestivamente - ha aggiunto, sempre in commissione Antimafia, il procuratore Patronaggio - . Il personale ha una età media alta e non si converte all'informatizzazione. Lo sforzo di informatizzazione che stiamo facendo è notevole ma di carta ne gira ancora tanta, i faldoni vanno spostati e ci mancano anche semplici commessi". 

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