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Sarà un inverno di allerte meteo e scuole chiuse? Brandara: "Servono dati non generici"

Il sindaco di Naro ha scritto ai colleghi del comprensorio: "Abbiamo il dovere di salvaguardare i concittadini, ma le nostre scelte non devono creare allarmismo, né condizionare la popolazione"

C'è chi le scuole le ha chiuse per due giorni consecutivi: lunedì e ieri. Chi invece le ha lasciate aperte per entrambe le giornate e, infine, chi ha scelto per cancelli e portoni sbarrati nella giornata di lunedì e aperti, invece, in quella di ieri. "Sarà un lungo inverno!" - commenta qualche sindaco dell'Agrigentino riferendosi alle allerte meteo che arrivano dalla Protezione civile regionale - . Un inverno durante il quale ognuno dovrà assumersi la responsabilità su quello che fare o non fare. Un comportamento, dei primi cittadini, che inevitabilmente crea allarmismi (talvolta ingiustificati, quando le allerte meteo si rivelano in falsi allarmi) e disagi. Ma i sindaci devono decidere perché sulle loro spalle grava anche la tutela della pubblica e privata incolumità. E allora che fare? Dovrà veramente essere un inverno di tira e molla ed incertezza ad ogni allerta meteo "arancione" o "rossa"?

"Allerte meteo non siano scusa per chiudere le scuole", ecco la stoccata della Protezione civile

C'è un sindaco, Maria Grazia Brandara di Naro, che ha scritto ai suoi colleghi perché "è necessario concordare un'azione comune per rappresentare alla Protezione civile regionale le nostre difficoltà in presenza di allerta o pre-allarme generici, evitando in tal modo - è stata chiara Maria Grazia Brandara - di creare disservizi ed inutili allarmismi, senza contare le facili strumentalizzazioni il giorno dopo". 

"Gli avvisi di allerta o di pre-allarme per condizioni meteo avverse, spesso, si traducono in un falso allarme in alcuni Comuni, mentre in altri tale avviso risulta giustificato. Tutto questo è dovuto al generico e generalizzato avviso esteso a territori molto ampi, se non addirittura all'intera Sicilia, come nel caso di domenica scorsa che ha visto tanti di noi dover assumere decisioni che si sono tradotte in chiusura di scuole, di luoghi pubblici e allarmismo nella popolazione, condizionando in tal modo anche le normali attività dei concittadini" - ha scritto il sindaco di Naro ai colleghi di Agrigento, Camastra, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Favara, Grotte, Licata, Palma di Montechiaro, Racalmuto e Ravanusa - . 

"La comunicazione preventiva affida solo a noi la responsabilità degli effetti di eventuali eventi calamitosi che potrebbero verificarsi - conferma Maria Grazia Brandara che vuole poter scegliere muovendosi su dati circostanziati - , fermo restando le decisioni e i provvedimenti da assumere che in nessun modo vogliamo, né possiamo demandare ad altri. Abbiamo il dovere di salvaguardare i cittadini, ma anche di dover chiedere notizie non generiche, ma dettagliate con l'indicazione - spiega il sindaco di Naro - delle zone interessate da particolari fenomeni per singoli Comuni o per comprensori". 

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