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Giovedì, 28 Settembre 2023
Il caso / Santa Margherita di Belice

Vuole un posto di lavoro: aggredisce e minaccia di morte funzionario e carabinieri, arrestato

Il cinquantunenne ha "accolto" i militari dell'Arma brandendo un grosso coltello da cucina ed è stato trovato in possesso di una scacciacani

Va al Comune, probabilmente preda della disperazione e del bisogno di lavorare, e chiede, con veemenza, una occupazione, un impiego da qualche parte. All’esitazione e forse anche titubanza del funzionario, perché trovare un lavoro non è semplicissimo, il cinquantunenne è andato su tutte le furie ed ha aggredito prima verbalmente e poi fisicamente, minacciandolo anche di morte, il funzionario. Di fatto, pare che il disoccupato volesse costringerlo a trovargli appunto un posto di lavoro. Qualcuno, forse sentendo le urla e temendo il peggio, ha lanciato l’allarme e subito si sono mobilitati i carabinieri della stazione di Santa Margherita di Belìce. Militari dell’Arma che sono riusciti a rintracciare il cinquantunenne nella sua abitazione. Ma neanche dinanzi ai carabinieri l’uomo s’è calmato. Tutt’altro. Perché avrebbe iniziato a minacciare di morte anche i carabinieri. E lo avrebbe fatto con in mano un coltellaccio da cucina. 

Durante la perquisizione domiciliare, gli investigatori sono – stando a quanto risulta – riusciti a trovare una scacciacani con diversi colpi a salve. Il cinquantunenne, alla fine, è stato arrestato e, dopo le formalità di rito, è stato riaccompagnato nella sua abitazione dove dovrà restare, in attesa dell’udienza di convalida, ai domiciliari.

Al Municipio di Santa Margherita di Belìce, negli ultimi giorni, non si parla d’altro che di quanto accaduto fra corridoi ed uffici. Non ci sono certezze istituzionali al riguardo, ma a quanto pare il funzionario che è stato aggredito verbalmente e fisicamente, ma anche minacciato di morte, non avrebbe formalizzato querela contro il disoccupato. Nonostante l’irruento e violento comportamento del cinquantunenne, a Santa Margherita di Belìce sono tutti consapevoli del fatto che l’uomo era esasperato per la mancanza di sostentamento economico. Non è la prima volta, né forse sarà l’ultima, che nell’Agrigentino si registrano di questi fatti. 

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