"In casa della 90enne non fu rapina ma tentato furto", giovane condannato

Il gup, accogliendo in parte le tesi difensive sostenute dall’avvocato Giuseppe Barba, ha riqualificato l'imputazione ed ha emesso una sentenza di 8 mesi di reclusione

Secondo il giudice dell’udienza preliminare Alessandra Vella, non si trattò di rapina ma di tentato furto: Giuseppe Faraci, 24 anni, che per questi fatti due anni fa fu anche arrestato, non avrebbe commesso nessun gesto violento nei confronti di una novantenne che avrebbe solo tentato di derubare nella sua abitazione. La pena, per questo, è ampiamente ridimensionata rispetto ai tre anni proposti dal pubblico ministero Alessandra Russo.

Il gup, accogliendo in parte le tesi difensive sostenute dall’avvocato Giuseppe Barba, lo ha condannato a otto mesi di reclusione riqualificando l’imputazione di rapina in tentato furto. La pena, peraltro, è ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato e, in caso, contrario sarebbe stata di un anno. Il giovane, coinvolto in numerose altre vicende giudiziarie per droga e altri reati, dopo essere stato scoperto dal figlio dell'anziana, lo avrebbe colpito con una spallata per darsi alla fuga senza, però, riuscire a portare via nulla dall’appartamento.

L'episodio è avvenuto il 27 gennaio del 2017. Sei mesi dopo, sulla base delle indagini e della testimonianza dell’anziana e del figlio, è scattato l'arresto. Nei mesi successivi il gip Alfonso Malato ha disposto il giudizio immediato. 

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