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L'intervento / Santa Elisabetta

L'arresto di Di Giovanni e l'ombra di appalti truccati a Santa Elisabetta, il sindaco attacca Gaziano: "Il Comune è parte offesa"

Gueli ribadisce piena fiducia nella magistratura: "Profonda incredulità e disappunto per le sue parole"

"Con incredulità e profondo disappunto veniamo a conoscenza della nota stampa del presidente del consiglio del Comune di Santa Elisabetta. Spiace leggere esternazioni come quelle del presidente anzi, del candidato sindaco Liborio Gaziano, che usando la carta intestata dell’ente per avviare la sua campagna elettorale, annuncia la proposta di un Consiglio comunale straordinario – da convocarsi, addirittura, in forma di urgenza - per fare “chiarezza”, lasciando intendere che un “terremoto giudiziario”, che ha scosso mezza Sicilia, abbia avuto ripercussioni a Santa Elisabetta".

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Lo ha detto il sindaco di Santa Elisabetta, Domenico Gueli, in seguito alla presa di posizione di Gaziano sul caso dell'arresto per corruzione del capo di Gabinetto del sindaco nonché comandante della polizia municipale di Agrigento che, secondo l'accusa, avrebbe interferito sull'aggiudicazione di un appalto relativo a un asilo nido. 

Gueli attacca: "La chiarezza è un obiettivo che ogni amministratore, prima ancora che ogni politico, deve perseguire nell’interesse dei cittadini che gli hanno dato fiducia. A monte, però, serve l’onestà intellettuale. E, pertanto, tocca a noi spiegare che questa procedura di appalto, con 6 diversi lotti di aggiudicazione, riferita a tutti comuni, è stata espletata dal Distretto D1 in capo al Comune di Agrigento e che il  nostro ufficio, al pari degli altri, ha semplicemente completato l’Iter di affidamento alla ditta aggiudicataria già individuata, come evidenziato negli atti in possesso dell’autorità giudiziaria dal 24 maggio 2022. Nessun rilievo  viene mosso alla nostra amministrazione".

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Il sindaco aggiunge: "Chiarito questo, siamo più che pronti a partecipare al consiglio comunale urgente preannunciato dal candidato Liborio Gaziano, che anche all’epoca dei fatti ricopriva la carica di presidente del consiglio, invitandolo, tuttavia, a saper distinguere tra l’agone politico e il suo ruolo di garanzia e, soprattutto, spronandolo a non lasciarsi travolgere dall’impeto per le prossime elezioni amministrative e dalla errata convinzione che da questa vicenda potrà ricavare un profitto elettorale".

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Secondo Gueli "in questa fase della vicenda, 'l’indifferibile e irrinunciabile dialettica politica' potrebbe unicamente svolgersi su argomenti giornalistici. Quale chiarezza e quale verità dovrebbero, quindi, emergere a esito di  un dibattito in consiglio comunale se non l’amara constatazione di essere “parte offesa” come comunità che viene richiamata, in modo fuorviante,  nell’ambito di notizie di stampa gravi e allarmanti. Nessun’altra verità - conclude - può essere rivelata se non quella che la magistratura, per la quale esprimiamo incondizionata fiducia, ha già svelato in questi giorni dopo lunghe e articolate indagini".

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