Oltre 5mila pratiche di sanatoria inevase, nuove "speranze" dalla Regione

Il presidente Nello Musumeci ha firmato una direttiva che consentirà ai comuni di affidare incarichi esterni, Virone: "Valuteremo la proposta"

Il Comune di Agrigento

Spunta uno spiraglio per le oltre 5mila pratiche di sanatoria edilizia ancora giacenti nella “pancia” del Comune di Agrigento.

Se gli uffici, dopo un periodo abbastanza lungo di stop, ha dato via di recente ad un’intensa attività di analisi delle pratiche, l’ultima stima ad oggi pubblica risale al dicembre dello scorso anno: a fronte delle 12.397 domande presentate in forza delle normative che hanno concesso le possibilità di sanatorie, a quel tempo le pratiche da istruire erano ancora 6.080. Volendo fare una media matematica, in 30 anni se ne sono approvate e bocciate circa 210 all’anno. Per capire l’esiguità del numero basti dire che l’ultimo progetto di produttività rivolto agli uffici con questo scopo fissava a 1200 le pratiche da analizzare in orario extra lavorativo per il personale tecnico.

Insomma, il lavoro da fare è molto e non solo ad Agrigento. Per questo la Regione (le pratiche in tutta l’isola sono 360mila) consentirà ai Comuni di “avvalersi di liberi professionisti o di strutture di consulenze e servizi, anche mediante il ricorso a convenzioni con altri Comuni”. L’attività istruttoria dovrà accertare non solo le condizioni di ammissibilità o meno alla sanatoria, ma dovrà concludersi con la formulazione di “una proposta di parere motivato da sottoporre alla determinazione del dirigente dell'ufficio comunale al quale compete il rilascio o meno del titolo abilitativo in sanatoria”.

Per fare questo saranno stanziate della risorse da parte della Regione in favore degli enti locali per garantire la copertura economica di questa spesa, anche se i soldi saranno tecnicamente anticipati e verranno poi recuperati dalle somme incassate.

“Valuteremo con attenzione la proposta della Regione – ci spiega l’assessore all’Urbanistica Elisa Virone – e ci confronteremo con gli ordini professionali. Sicuramente è intendimento di questa Amministrazione evadere le pratiche oggi esistenti nel più breve tempo possibile”.

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