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San Leone, terra di nessuno

Una sorta di mercatone a cielo aperto, dove tra odore di salsiccia, karaoke e cianfrusaglie varie, rimane solo un vecchio ricordo di un luogo dove passare le vacanze al mare

Il giornalista Angelo Ruoppolo comincerebbe parlando di un vecchio film di Clint Eastwood, di un vero e proprio far west dove tutto è concesso e tutto si può. Proprio così, parliamo di San Leone, località balneare di Agrigento, dove ognuno si fa le sue regole.

Una sorta di mercatone a cielo aperto, dove tra odore di salsiccia, karaoke e cianfrusaglie varie, rimane solo un vecchio ricordo di un luogo dove passare le vacanze al mare. Ieri, domenica, sembrava di essere al mercato del venerdì di piazza Ugo La Malfa: tappeti, braccialetti, cd contraffatti, ambulanti di tutti i tipi con tavoli e sedie al seguito e addirittura un nuovo punto vendita di frutta e verdura, posteggiato su quel che resta di un malconcio marciapiede lungo il viale delle dune.

Diciamolo chiaramente, è storia vecchia: noi agrigentini ci abituiamo a tutto, stiamo zitti e lasciamo fare fino a quando non siamo coinvolti personalmente. La colpa più grande forse è stata quella di aver messo al timone di una barca quasi affondata un sindaco che probabilmente fa le ferie altrove e da San Leone non ci passa proprio. Attenzione sindaco, consiglieri, assessori e pseudo tali: in quel luogo, una volta di vacanza e relax, è diventato impossibile viverci, per non parlare poi di chi onestamente paga le tasse, l'affitto e tutto il resto, per portare avanti un'attività commerciale seguendo le regole.

Questa è la realtà: basta farsi un giro per capire come San Leone è diventata terra di nessuno, un luogo dove spesso si è costretti a farsi giustizia alla vecchia maniera. Gli esercenti esasperati, infatti, non hanno altre alternative se non litigare personalmente con i vari abusivi della zona. Sollecitare i vigili non serve, sono troppo occupati a fare le multe alle auto in divieto di sosta.

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