"Pennelli a mare illegali scaricavano liquami a San Leone", reati già prescritti

Il processo deve ancora iniziare ma, intanto, il presidente della seconda sezione penale ha fatto presente che alcuni fatti non sono più punibili

Il processo parte con un anno di ritardo e, nel frattempo, alcuni reati sono già caduti in prescrizione. Lo ha fatto presente ieri mattina, alla prima udienza del dibattimento successiva ai rinvii a giudizio, il presidente della seconda sezione penale Wilma Angela Mazzara. Il processo è quello scaturito dall’inchiesta sui cosiddetti pennelli a mare, vale a dire le condotte sottomarine dell’impianto di depurazione che avrebbero scaricato reflui sulle acque del litorale di San Leone senza un adeguato filtro. 

Cinque gli imputati: Marco Campione, 55 anni, di Agrigento, legale rappresentante di Girgenti Acque Spa; Giuseppe Giuffrida, 69 anni, di Gravina di Catania, ex amministratore delegato del gestore del servizio idrico integrato nell'Agrigentino; Bernardo Barone, 64 anni, direttore generale dell'Ato idrico, di Agrigento. Nella lista pure Pietro Hamel, 65 anni, di Porto Empedocle, dirigente tecnico dell'Ato idrico e Maurizio Carlino, 56 anni, progettista e direttore dei lavori, entrambi di Favara. 

Il presidente del collegio ha fatto presente che le imputazioni di violazioni paesaggistiche e “getto pericoloso di cose” sono prescritte. Fra le accuse rimaste in piedi quella di danneggiamento, abuso di ufficio e truffa. I difensori, all’udienza del 17 settembre, dovranno comunicare se rinunciare alla prescrizione o meno.

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