"Sorpreso a rubare in villa a San Leone", no del gip alla revoca della misura

Il favarese Fabrizio Rizzo, fratello nel neo collaboratore di giustizia Mario, chiedeva di tornare libero

Fabrizio Rizzo

"Il mero decorso del tempo e l'allontanamento del coindagato non rappresentano una modifica significativa del quadro indiziario". Con queste motivazioni il gip Stefano Zammuto ha rigettato l'istanza difensiva dell'avvocato Calogero Lo Giudice, il quale chiedeva la revoca della misura cautelare nei confronti ventisettenne Fabrizio Rizzo, arrestato insieme al cinquantatreenne campano Roberto Iovine, il 30 aprile, con l'accusa di avere tentato un furto in una villa a San Leone.

"Sorpreso a rubare in una villa a San Leone", difesa chiede revoca misura

Fabrizio Rizzo è il fratello di Mario, di cinque anni più grande, di recente arrestato insieme al cognato per un tentato omicidio in Belgio dopo essersi autoaccusato del delitto e avere tirato in ballo lo stesso familiare. Mario Rizzo, estraneo alla criminalità organizzata, sta collaborando con gli inquirenti ricostruendo, fra le altre cose, traffici di armi e droga e, forse, sta contribuendo a mettere a fuoco la faida sull'asse Favara-Belgio che, finora, ha provocato a quattro morti.

Sorpresi a rubare in villa, cade accusa di ricettazione

Iovine e Fabrizio Rizzo, inizialmente posti ai domiciliari, erano finiti in carcere dopo l'udienza di convalida dell'arresto, davanti al gip Alessandra Vella. In seguito il tribunale del riesame aveva in parte modificato il provvedimento imponendo a Rizzo l'obbligo di firma e l'obbligo di dimora nel Comune di residenza con il divieto di uscire da casa dopo le 20. Iovine, invece, era stato "allontanato" dalla Sicilia.

I sospetti del gip: "Fatto uguali ad altri nella zona"

Gli stessi giudici del tribunale della libertà avevano ritenuto insussistente l'accusa di ricettazione, contestata al solo Rizzo, che scaturiva dal ritrovamento in un terreno nei pressi della sua abitazione di alcuni oggetti, ritenuti la refurtiva di altri colpi. La difesa aveva sostenuto che si trattava di uno spazio "aperto e non riconducibile a Rizzo". 

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Nei giorni scorsi l'avvocato Lo Giudice aveva sollecitato al gip una revoca della misura in considerazione del fatto che "il tempo trascorso ha rappresentato un deterrente e che Iovine è stato allontanato dalla Sicilia". 

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