Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

No al porto d'armi per gli spinelli del figlio, il Tar dà torto alla Prefettura

I giudici restituiscono la licenza a un sessantenne ponendo fine a un contenzioso durato dodici anni

Foto archivio

La Prefettura gli nega il porto d'armi contestandogli la circostanza che il figlio era stato trovato con uno spinello a scuola. Il Tar, al quale si è rivolto per contestare il provvedimento, gli dà ragione e commissaria l'ufficio territoriale del governo. F.C., 62 anni, di San Giovanni Gemini, titolare di porto di fucile per uso caccia, 12 anni fa presentò istanza volta ad ottenere il rinnovo della licenza. La richiesta, tuttavia, veniva respinta, prima, con decreto del questore e, successivamente, a seguito di ricorso gerarchico, con decreto del prefetto.

Entrambi i provvedimenti venivano impugnati al Tar Sicilia, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino. Nelle more del giudizio, sopravveniva il divieto, per F.C., da parte del prefetto, di detenzione di armi e relativo munizionamento per le stesse ragioni poste a sostegno del precedente rigetto all’istanza.

Entrambi i provvedimenti sono stati impugnati e il Tar, il 30 aprile dell'anno scorso, li annullò. "Tuttavia - ricostruisce il legale - la sentenza, ritualmente notificata e non impugnata, non veniva eseguita dall’Amministrazione prefettizia, non provvedendo quest’ultima al rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia richiesto dal ricorrente".

Il sessantenne, quindi, con l'assistenza dello stesso Rubino e del collega Daniele Piazza, si è rivolto ancora al Tar per ottenere "l’esecuzione del giudicato". I giudici hanno accolto il ricorso e nominato pure un commissario ad acta. 

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