Sfondano la teca e rubano le offerte di Gesù Nazareno: avviate le indagini

I carabinieri, dopo aver raccolto la denuncia a carico di ignoti, stanno cercando di dare un'identità a chi ha messo a segno il danneggiamento aggravato e il furto. Condanna da parte del sindaco

(foto FACEBOOK)

Hanno sfondato la teca di vetro e si sono impossessati di tutte le offerte che erano state lasciate al Pozzo di Gesù Nazareno in contrada Puzzillo a San Giovanni Gemini. A fare la scoperta, lanciando immediatamente un Sos alla stazione dei carabinieri, è stato il custode del monumento dedicato a Gesù Nazareno: un sangiovannese di 66 anni. I militari dell’Arma sono subito accorsi e hanno constatato il danneggiamento e il furto delle offerte. Il danno economico, ieri, non risultava essere ancora quantificato nell’esatto ammontare. Certamente risultava però essere molto più grave il gesto che veniva fortemente condannato dal sindaco di San Giovanni Gemini: Carmelo Panepinto. “Quando ho appreso questa notizia, mi sono profondamente rammaricato perché è inestimabile la devozione di tutti i sangiovannesi verso Gesù Nazareno – ha detto l’amministratore - . Il fatto che qualcuno abbia danneggiato la statua per rubare i soldi, va oltre il fatto materiale. Si tratta di un episodio di degenerazione dello stile di vita e di animo – commenta il sindaco Carmelo Panepinto - . Resta impensabile che qualcuno abbia potuto rubare dentro l’immagine di Gesù Nazareno. Non credo, non posso credere, che si tratti di sangiovannesi. Si tratta comunque di persone, delinquenti della peggiore specie. Quanto è accaduto in contrada Puzzillo deve farci riflettere tutti, specie a chi ha responsabilità nell’ambito della società in cui viviamo”.

I carabinieri hanno raccolto la denuncia, a carico di ignoti, per il danneggiamento aggravato e il furto delle offerte e hanno subito avviato le indagini. Un’attività investigativa che non si preannuncia per niente semplice anche perché, a quanto pare, chi ha agito non si è lasciato tracce o indizi dietro le spalle. Nell’area, alla periferia, praticamente all’ingresso di San Giovanni Gemini, fra l’altro, non risulterebbero esserci impianti di video sorveglianza. Eppure i carabinieri della compagnia di Cammarata non sembrano essere intenzionati a demordere e vogliono portare avanti, sviluppandola, l’attività investigativa per provare a dare un nome e cognome all’autore di quello che è un fatto – per San Giovanni Gemini – che non ha veramente precedenti. Non è escluso, ma servirà del tempo per mettere dei punti fermi nelle indagini e dunque fare completamente chiarezza, che ad agire possa essere stato anche qualche balordo di passaggio. Un delinquente che potrebbe aver, approfittando della penombra o dell’oscurità, agito da solo, senza essere visto, né sentito durante il danneggiamento e la razzia. 

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