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Il caso / San Giovanni Gemini

San Giovanni Gemini, la caccia al "coccodrillo" non si è ancora arrestata: l'animale è in letargo?

Non ci sono state nuove segnalazioni del grosso rettile avvistato, ma si è ricorso all'uso di droni termini e verifiche su campo

Da quel 13 ottobre, quando il sindaco di San Giovanni Gemini rese noto alla popolazione di essere stato allertato dall'Asp di una segnalazione concreta e attendibile di un "grosso rettile simile ad un coccordillo" in contrada Mancuso, di nuovi avvistamenti non se ne sono registrati, nonostante l'atissimo rischio di una vicenda come questa di attirare dei mitomani.

Tra le valli e le montagne di quella zona della provincia la notizia di un superpredatore in un fiume è stata accolta dalla popolazione in molti casi con ironia. Ben diverso l'approccio da parte delle istituzioni, con il Comune che ha emesso un'ordinanza specifica per impedire ai cittadini di dar da mangiare o dare la caccia alla creatura, e il Corpo forestale della Regione Siciliana che ha pattugliato la zona dell'avvistamento originario sia da terra che con l'uso di droni termini che avrebbero potuto agilmente individuare un animale di grosse dimensioni tra erbe e canneti.

A rendere più complicate queste attività, il significativo abbassamento delle temperature di questi ultimi 10 giorni. Così c'è chi ipotizza che il rettile (qualunque cosa sia) potrebbe essere al momento se non in letargo in uno stato di cosiddetta "brumazione", che gli consentirebbe di attnedere l'arrivo del caldo mantenendo al minimo le proprie funzioni vitali.

"Per noi questa è un vicenda serissima - precisa il sindaco Dino Zaimbardo - perché sono le istituzioni ad averci investito della problematica e nostro primario interese è la tutela della sicurezza di tutti. Ad oggi, appunto, non abbiamo aggiornamenti o nuovi avvistamenti, ma invito sempre tutti alla cautela e a segnalare alle autorità preposte eventuali avvistamenti dell'animale".

Intanto sono i carabinieri ad indagare sull'eventuale provenienza dell'animale, che certamente non era presente in natura e, se esiste davvero, non può che arrivare dalla casa di un privato.  In tal senso non sarà sfuggito ai più che proprio in corrispondenza dell'annuncio dell'avvistamento sia stato un circo acquatico transitato da quella zona della provincia ad aver annunciato che tutti gli esemplari di coccodrillo usati per gli spettacoli erano regolarmente registrati e ancora al loro posto.

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