Non si fermano i contagi a Sambuca, altri nove positivi: tra questi anche un impiegato

Una notte straziante quella vissuta dai cittadini del borgo sambucese. Il sindaco Ciaccio ha annunciato dei nuovi casi da Covid 19

Foto Facebook

Ci sono nove nuovi casi di Covid 19 a Sambuca di Sicilia. Ad annunciarlo è il sindaco del centro belicino, Leo Ciaccio. Salgono a 64 i casi riscontrati in uno dei borghi più belli di Sicilia. Nei 64 positivi sono anche conteggiati gli anziani deceduti nella Rsa. Nei nuovi positivi anche un impiegato comunale.  

La notte di Sambuca di Sicilia

Quella che è appena trascorsa è stata una lunga e straziante notte per Sambuca di Sicilia. Il borgo dei borghi, che è stato dichiarato zona rossa, ha contato la sua quarta vittima dentro la Rsa.

Casa di riposo focolaio di Covid-19, lo straziante appello di un operatore: "Servono medici e infermieri”

Dopo l’appello del sindaco Ciaccio, i medici del 118 hanno visitato gli operatori della struttura e gli anziani ospiti. Dopo di ché è iniziata una lunga notte per Sambuca di Sicilia. Sono stati diversi gli anziani che hanno lasciato la Rsa, le ambulanze in fila ed il silenzio assordante di Sambuca. Il sindaco Ciaccio, soltanto ieri, ha lanciato l'ennesimo appello: "Subito in ospedale o rischiamo di perderli tutti". 

Un ospedale da campo con posti covid e di terapia intensiva subito o altra soluzione immediata per Agrigento" - lo ha detto il sindaco, Lillo Firetto lanciando l'allarme per l'esaurimento del posti letto Covid all'ospedale di Agrigento. "Non si perda un minuto. Da inizio anno - continua Firetto - chiedo che si apra il centro covid di Ribera e la Regione rimane sorda alle nostre richieste. Ho parlato nelle prime ore del mattino col prefetto Maria Rita Cocciufa che non era ancora informata dell'evoluzione drammatica di questa notte. Ha condiviso con me i timori per la gravità della situazione. Sei posti su sei delle terapie intensive Covid dell'ospedale di Agrigento sono stati occupati nella notte dai pazienti più gravi della RSA di Sambuca di Sicilia, focolaio di infezione. La Regione si attivi subito. Ho parlato con l'assessore alla Sanità, Razza, i toni sono stati molto accesi. Mi ha detto che "stanno lavorando", la stessa battuta usata nell'ultima riunione in prefettura. Sono mesi che "stanno lavorando" ed è da aprile che sanno di una seconda ondata. È  da aprile che lo sappiamo tutti. E ogni volta ci ripetono che si stanno attivando. Io ho ribadito che ora e subito serve un ospedale da campo con le terapie intensive.  Fosse anche per un solo agrigentino che merita di essere curato. Ho chiuso la telefonata dichiarando la mia disponibilità ad essere pienamente collaborativo ma servono risposte. Attendiamo di conoscere le loro soluzioni".121787663_10221304772641878_2035122266824644768_n-3

L'intervento da parte dell'Asp

"Si fa fatica a comprendere il clima di ingiustificato allarmismo che scaturisce da alcune dichiarazioni rese in mattinata da una sola parte politica volte, verosimilmente, a strumentalizzare a fini elettorali, durante il pieno svolgimento della fase del ballottaggio per l’elezione del sindaco di Agrigento, una situazione epidemiologica che è certamente grave ma per fronteggiare la quale l’ASP dispone già di un piano per la risposta immediata a una eventuale recrudescenza di casi. Peraltro è bene ribadire alla città di Agrigento e all’intera provincia, che i nostri ospedali non hanno saturato alcuna potenzialità di ricovero. Le dichiarazioni non tengono quindi conto dei dati effettivi, del lavoro fatto e purtroppo potrebbero ingenerare nella popolazione un ingiustificato allarme che è esattamente l'ultima cosa che serve in una circostanza seria e delicata come questa. Preciso inoltre che, nel corso di un recente incontro avuto con il sindaco di Agrigento, il primo cittadino non ha espresso gli stessi rilievi sulle criticità che vengono oggi evidenziati con enfasi.

Per ciò che concerne la situazione a Sambuca di Sicilia, da due giorni si vive una tensione per un focolaio in una casa di riposo individuato dal servizio epidemiologico dell’Asp e relazionato al Governo Regionale, che immediatamente ha dichiarato la zona rossa con tutte le misure di salvaguardia che ne derivano per il resto della popolazione. La giornata di ieri è stata caratterizzata da un monitoraggio continuo dell’Usca della nostra Asp, la quale si è recata più volte nella casa di riposo, in contatto con il sindaco di Sambuca, per avere un quadro preciso della condizione clinica degli ospiti. In serata si era nelle giunti alla determinazione di ricoverare le persone con sintomi più accentuati, e di ricoverarli nelle terapie intensive per maggiore prudenza, vista la loro età e la condizione di pluripatologia che presentavano. Da sottolineare che nessuno di loro aveva, né ha, necessità di essere intubato. I ricoveri ovviamente sono avvenuti per le vie routinarie, attraverso il 118, che destina sempre i pazienti in base a loro quadro clinico e alla disponibilità dei posti. La provincia di Agrigento ha la disponibilità di 4 posti letto di terapia intensiva a Sciacca e 6 ad Agrigento; si può ipotizzare che la scelta fatta in urgenza sia stata quella di ricoverarli in un unico presidio per facilità organizzative assistenziali. L’Asp è nelle condizioni, e ritiene necessario farlo stamattina stesso, di assistere i sei pazienti della terapia intensiva nei due ospedali di Sciacca e Agrigento, per poter lasciare a ciascun ospedale la disponibilità per ulteriori eventuali urgenze. La nostra Asp su input del Governo Regionale ha già predisposto un piano di emergenza per il piano dei posti letto per i malati covid che vede una implementazione costante e progressiva dei posti letto, il potenziamento delle USCA nel territorio, mentre è già attiva la nostra USCA per le scuole da dieci giorni oltre che l’assistenza h24 per tutte le chiamate per sospetti casi covid.

Ovviamente trattasi di programmazione ordinaria, se la situazione dovesse precipitare siamo  in grado di spingerci oltre. Riteniamo però doveroso, per una maggiore tranquillità dei cittadini, garantire una assistenza adeguata ai pazienti “non covid” e essere pronti alla risposta alla pandemia ove e quando si presenti. Concludo con due precisazioni importanti: i lavori a Ribera sono già iniziati e hanno avuto un ritardo causato principalmente da un sequestro giudiziario di impianti tecnologici dello stesso ospedale. Noi contiamo di avere pronto tutto in un mese, per avere i 10 posti letto di terapia intensiva e i 10 posti letto di sub intensiva. Dopo si continuerà con i lavori per i posti letto ordinari - ulteriori 40 posti letto - e per il reparto delle Malattie infettive, per il quale è stata fatta la delibera di individuazione del personale necessario. Secondo gli accordi di ieri, i pazienti da ricoverare in terapia intensiva, non appena le condizioni cliniche di “non gravità” sarebbero state confermate, saranno trasferiti negli 8 posti letto di ricoveri ordinari Covid di Sciacca, già attivi, e quindi i nostri Ospedali saranno in condizione di poter essere pronti ad accogliere una eventuale nuova emergenza. Infine, ribadendo che la nostra sanità si sta adoperando con abnegazione, sacrifici e professionalità per fronteggiare la pandemia, non si sta tralasciando nulla, si sta lavorando in rete con Assessorato, Prefettura, Sindaci e Istituzioni. La raccomandazione che abbiamo fatto in tutte le sedi, istituzionali e non, è che tutti noi dobbiamo adoperarci per informare al meglio la popolazione, per incentivare la prevenzione e i corretti stili di vita e di relazione, ma è da evitare assolutamente di ingenerare allarmismi che, oltre che a essere ingiustificati, creano panico, ingenerano paura e quindi, in ultima analisi, non aiutano in alcun modo né cittadini né istituzioni ad affrontare al meglio la complessità del momento che stiamo vivendo”.

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Aggiornato 15:30

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