Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

"Salvata la vita a mia madre", figlio ringrazia i medici di Licata

Una storia di "buona sanità" arriva da Angelo Incorvaia, giornalista di Teleacras. I sanitari dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso hanno soccorso la madre arrivata in arresto cardiaco

L'ospedale di Licata

Una storia di "buona sanità". Arriva da Angelo Incorvaia, giornalista di Teleacras, a cui i medici dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso di Licata, hanno salvato la madre giunta al pronto soccorso con un arresto cardiaco. Adesso, il giornalista, ha scritto una lettera all'Asp di Agrigento per ringraziare i sanitari che "dimostrando ottime e non comuni capacità professionali ed organizzative", si legge, hanno soccorso la donna.

Tutto comincia sabato scorso, quando Incorvaia, accompagna in ospedale la madre, "che versava in gravissime condizioni per episodi di arresto cardiaco e frequenza cardiaca molto bassa". La donna, scrive il giornalista, "veniva assistita immediatamente dal personale del pronto soccorso e quindi trasferita in cardiologia. Il medico di guardia, Donatella Trigona, prendeva immediatamente in mano la situazione e verificando le gravi condizioni di salute della mamma chiamava il giovanissimo primario, Ennio Ciotta, che si trovava tra l'altro in ferie, per far si che la mamma fosse immediatamente operata. E cosi è stato, in pochissimo tempo è arrivato il dottor Ciotta che, verificate nuovamente le gravi condizioni di salute, portava la mamma in sala operatoria e impiantava un pacemaker temporaneo attraverso l'inguine, procedura che metteva in salvo la mamma".

Ma l'emergenza non finsce qui, perché in serata il pacemaker, a causa dello stato di agitazione della donna, inizia a funzionare male. Così, si legge ancora nella lettera, "chiamato nuovamente il dottor Ciotta, in nottata riportava la mamma in sala operatoria e riposizionava il pacemaker assicurando nuovamente il ripristino dei battiti cardiaci regolari". 

Nei giorni successivi, la donna, scrive Incorvaia, "è stata brillantemente assistita dalla equipe medica della cardiologia (i già citati Ennio Ciotta e Donatella Trigona oltre che Valentina Pitruzzella, Dario Buccheri, Vincenzo Cudia e Giovanni Alongi) che vanta penso una età media tra le più basse in Italia, credo intorno ai 33 anni. La mamma è stata dopo operata per l'impianto del pacemaker definitivo con decorso regolare e dimessa in ottime condizioni di salute".

"Esempi come questi di efficienza, professionalità e disponibilità umana - conclude il giornalista - devono essere sottolineati e servire da monito per le autorità competenti dell'Asp affinché supportino questi giovani professionisti".

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