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Microcriminalità / Cattolica Eraclea

Rubati 100 quintali di arance coltivate da un’azienda agricola

Il raccolto abusivo ha provocato un danno importante al quarantacinquenne riberese che è titolare dell’impresa

Rubati 100 quintali di arance coltivate da un’azienda agricola. Canicattì, Ribera, Lucca Sicula, Calamonaci, Racalmuto e Cattolica Eraclea. Non soltanto danneggiamenti a vigneti o uliveti, ma anche furti – e decisamente importanti – a coltivazioni basilari dell’economia Agrigentina. Un trend che, nel corso dei decenni, non è affatto cambiato. Molto spesso per questioni di agguerrita concorrenza vengono messi a segno dei pesantissimi danneggiamenti, distruggendo colture per le quali i sacrifici sono appunto decennali, ma ci sono anche i furti di olive, uva e arance che non vengono meno un po’ in tutta la provincia.

A Cattolica Eraclea, in particolar modo, fra il 15 novembre e lo scorso 7 dicembre, senza che nessuno si accorgesse di nulla, sono stati rubati ben 100 quintali di arance. Qualcuno si è introdotto nell’aranceto di contrada Vizzi, di proprietà dell’azienda agricola di un quarantacinquenne, e ha arraffato tutto quello che c’era da portar via. Un raccolto abusivo che ha provocato un danno importante, anche se ieri non risultava essere ancora quantificato nell’esatto ammontare, al quarantacinquenne riberese che è titolare dell’azienda agricola.

Proprio l’uomo, fatta la scoperta, non ha potuto far altro che bussare – nella giornata di venerdì - alla porta dei carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea e formalizzare una denuncia di furto aggravato a carico di ignoti.

I militari dell’Arma, che non possono essere certamente presenti in ogni angolo di paese e contrada periferica, hanno avviato le indagini per provare a dare un nome e cognome ai ladri. Certamente non può essere entrato in azione un delinquente solitario. Visto che sono stati portati via ben 100 quintali di arance ad entrare in azione dovrebbero essere state più persone.

Le indagini non si presentano per niente semplici anche perché quando si tratta di zone di campagna, in qualunque parte della provincia Agrigentina, non esistono impianti di videosorveglianza che riescono a dare un buon input agli investigatori. Ma i militari dell’Arma di Cattolica Eraclea non sembrano affatto intenzionati a demordere. Tutt’altro semmai. 

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