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Criminali senza scrupoli / Bivona

Rubati tutti i cavi di rame: niente più acqua nemmeno nelle case, esplode la protesta degli agricoltori alla diga Castello

Agricoltori e cittadini hanno tentato di occupare gli uffici e sono accorsi i carabinieri. È a rischio la tenuta dell'ordine pubblico e il prefetto ha convocato un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza

Sambuca di Sicilia e Montevago sono già senz'acqua. Ed è da ore che gli abitanti stanno cercando di capire perché sono saltati i turni di distribuzione. La crisi idrica, che aumenta con il passare dei giorni, c'è. È innegabile. Ma i rubinetti asciutti di oggi non sono imputabili alla mancanza di acqua. Sono stati rubati tutti i cavi di rame dell'impianto di sollevamento idrico dei pozzi San Giovanni della struttura Aica di Sambuca-Lago Arancio, causandone lo spegnimento. E non - come accertato dai carabinieri - della diga Castello dove è invece in corso la mobilitazione di circa 50 agricoltori, sostenuti anche dal sindaco Milko Cinà. 

Siccità, a rischio la produzione della pesca di Bivona Igp: sit-in di agricoltori e sindaci alla diga Castello

Appena ieri mattina, agricoltori, sindaci e cittadini si erano ritrovati proprio alla diga Castello per una accorata protesta. Alla Regione era stato chiesto di autorizzare l’uso di parte della dotazione idrica della diga Castello ai fini irrigui. E questo per non assistere inermi al tracollo del comparto agricolo che, in quell'area, ha un fulcro: la coltivazione della pesca Igp di Bivona. 

Ma adesso, la faccenda si è più che complicata. Perché non c'è - almeno per il momento - nemmeno più acqua per le private abitazioni. Aica farà l'impossibile, così è stato concordato nei frenetici minuti che hanno seguito la scoperta del furto, per ripristinare l'impianto. Saranno necessari i cosiddetti tempi tecnici (non quantificati) e preoccupazione e ira aumentano, e anche a dismisura. 

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Agricoltori tornano a protestare alla diga Castello

Un gruppo di agricoltori e cittadini, tornati alla diga Castello, ha cercato di occupare gli uffici. I dipendenti si sono rinchiusi all'interno e, per scongiurare occupazioni o peggio aggressioni, sono stati chiamati i carabinieri. 

Il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, in costante contatto con il questore Tommaso Palumbo e con il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Nicola De Tullio, sta per convocare un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che non potrà che essere fatto dopo il 2 giugno. La massima autorità governativa - condividendo le legittime preoccupazioni di agricoltori, cittadini e sindaci - stigmatizza la criminosità del gesto scoperto stamani. Di fatto, sono entrati in azione dei criminali senza scrupoli che hanno materializzato una razzia folle in base a quanto già si sta vivendo in quell'area dell'Agrigentino. 

Le indagini dei carabinieri sono già, naturalmente, coordinate dalla procura della Repubblica. Ma venendosi a creare concreti rischi per la tenuta dell'ordine pubblico, il prefetto ha deciso appunto di convocare un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza. Appare scontato - anche se è prematuro poterlo sostenere con certezza - che verrà chiesto un potenziamento dei controlli e della sorveglianza sugli impianti che riforniscono quel poco di acqua che c'è a disposizione in provincia.

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Rubare a casa del povero 

Fino ad ora furti di cavi di rame si sono registrati, e in crescendo, fra Caltabellotta, Bivona e Menfi. Le razzie hanno riguardato i cavi elettrici che alimentano le case di campagna, ma non soltanto. Nessuno mai avrebbe immaginato che, durante la trascorsa notte, si arrivasse a tanto. È stato come rubare a casa del povero o rubare in una sala operatoria. 

Il furto è stato compiuto all’impianto di sollevamento idrico dei pozzi San Giovanni in territorio di Sambuca di Sicilia, causandone lo spegnimento. Questa mattina, di conseguenza, è stata sospesa la distribuzione idrica prevista nel comune di Sambuca di Sicilia. Inoltre, Montevago potrebbe subire - secondo quanto rende noto Aica - una riduzione di fornitura in relazione alla interconnessione tra gli acquedotti gestiti da Aica e dalla società di sovrambito, Siciliacque. "E’ di tutta evidenza la gravità di azioni del genere che, oltre al danno economico, producono conseguenze che si ripercuotono sulla vita quotidiana della popolazione che è costretta così a subire i disagi di una mancata erogazione idrica, proprio in concomitanza con l’emergenza che sta colpendo l’intero territorio e che ha portato alla dichiarazione di stato di calamità del presidente del Consiglio dei ministri" - scrivono dall'Aica -.

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(Aggiornato alle ore 12,18)

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