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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Criminalità / Canicattì

Rubati 5 ciclomotori, ma anche le targhe di una macchina: è raffica di denunce

Alla stazione di Grotte è stata presentata la denuncia, da parte di una pensionata sessantaquattrenne alla quale, da via Madonia ad Agrigento, è stato rubato il ciclomotore Benzhou Lady

Cinque ciclomotori scomparsi, fra Agrigento e Canicattì dove sono state rubate anche le targhe di un’autovettura lasciata parcheggiata lungo la pubblica via. I proprietari dei mezzi hanno tutti formalizzato denuncia, a carico di ignoti, a carabinieri e polizia che hanno, naturalmente, subito avviato le indagini.

Alla stazione di Grotte è stata presentata la denuncia, da parte di una pensionata sessantaquattrenne alla quale, da via Madonia ad Agrigento, è stato rubato il ciclomotore Benzhou Lady. Da Grotte la denuncia è stata trasmessa ai militari dell’Arma della città dei Templi che, per competenza territoriale, dovranno occuparsi delle indagini. A Canicattì, sempre i carabinieri hanno raccolto la denuncia di furto, formalizzata da un operaio sessantaduenne, di un Piaggio Liberty che era stato lasciato parcheggiato in via Cavallarotti.

I poliziotti del commissariato stanno invece indagando sul furto di uno scooter Scarabeo, normalmente utilizzato da una sedicenne, che è stato rubato in via Nilde Iotti. E dalla stessa via, ma in giorni diversi, sono state portate via anche le targhe di una Volskagen T-Roc che era stata lasciata in sosta nella pubblica via. Lungo la strada, non vi sono telecamere che avrebbero potuto riprendere nessuno dei due furti. E un altro Aprilia Scarabeo è stato fatto sparire da viale Giudice Saetta. E’ stato un canicattinese quarantottenne, il proprietario, in questo caso, a presentarsi in commissariato per denunciare quanto aveva subito. Il ciclomotore era stato lasciato sul marciapiede, nei pressi del suo esercizio commerciale. Era uno scooter non marciante, ma qualcuno durante la notte è riuscito – verosimilmente caricandolo su qualche furgone o camioncino – a portarlo via.  

Non ci sono elementi investigativi, in merito alle razzie di Canicattì, per poter ipotizzare che la “mano” dei diversi episodi sia sempre la stessa. Spetterà alle indagini, naturalmente, stabilirlo.

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