Ritrovato un kalashnikov con caricatore: era occultato sottoterra

Il sequestro è stato fatto dalla Squadra Mobile. La Scientifica sta provando a rintracciare eventuali tracce di Dna per risalire all'identità di chi lo ha utilizzato o comunque toccato. In corso accertamenti anche per stabilire se e quando sia stato utilizzato

Il kalashinkov AK47

La Squadra Mobile della Questura di Agrigento ha ritrovato, e sequestrato, un kalashnikov AK47 con il caricatore e numerosi proiettili inesplosi. I poliziotti, coordinati dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, hanno ritrovato il mitragliatore (catalogato tra le armi di guerra a raffica) nelle campagne fra Castrofilippo e Favara, dopo che qualcuno aveva segnalato alla polizia strani movimenti da parte di persone sconosciute. ll kalashinkov AK47 era stato abilmente occultato sottoterra, all'interno di un sacco nero. 

 

L'arma è stata sottoposta ad accurati accertamenti tecnici da parte della polizia Scientifica che sta provando a rintracciare eventuali tracce di Dna per risalire all'identità di chi lo ha utilizzato o comunque toccato. Sono in corso accertamenti scientifici per stabilire, inoltre, se e quando sia stato utilizzato, eventualmente su tutto il territorio nazionale. La Mobile non esclude comparazioni con episodi criminosi avvenuti all'estero. Sul ritrovamento indagano la Dda di Palermo e la Procura di Agrigento.

Fucile d'assalto ritrovato anche grazie ai cittadini, Minardi: "Capiremo chi ha utilizzato l'arma"

"Ci sono state segnalate delle persone sospette che si aggiravano in una zona di campagna - ha spiegato il vice questore aggiunto Giovanni Minardi - . Siamo stati sul posto e ci siamo ostinati a cercare fino a quando non abbiamo trovato l'arma da guerra che ha una pericolosità importante. Stiamo facendo rilevare il Dna sull'arma e sui proiettili, gli esami balistici ci permetteranno inoltre di risalire agli episodi in cui è stato utilizzato".

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Per gli "addetti ai lavori" appare quasi scontato che il rinvenimento del kalashinkov AK47 abbia subito riportato alla mente gli episodi delittuosi verificatisi proprio a Favara. Così come torna alla mente la faida che risulta essere in corso sull'asse Favara-Belgio. E' certo un dato di fatto: nella tarda serata del 23 maggio del 2017, in via Torino a Favara, ci fu proprio un tentato omicido (ai danni di Carmelo Nicotra) a colpi di kalashnikov e calibro 9. Un proiettile, quella sera, raggiunse il gluteo e, trapassandolo, frantumò il femore alla vittima. 

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