Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Ristrutturazioni, tettoie e piccoli fabbricati: scoperti 14 abusi edili

In molti casi, la concessione non è stata neanche richiesta, in altri le opere realizzate sono risultate difformi rispetto all'autorizzazione

Fenomeno duro a morire. Ad Agrigento, nonostante i piccoli, timidi, passi in avanti, si continua a costruire di tutto, illegalmente. E lo si fa praticamente ovunque: nelle zone dove c’è il vincolo sismico e quello boschivo. Non sono stati scoperti, non lo scorso dicembre, casi di abusivismo edile invece in zona “A” che è quella sottoposta ad inedificabilità assoluta. Non si tratta di fabbricati realizzati ex novo, ma piuttosto di scelte “oculate” di modo che nessuno se ne accorgesse. Piccoli fabbricati, tettoie spuntano, dunque, da un giorno all’altro senza che – in taluni casi - nemmeno sia stata richiesta la concessione edilizia. E questo vale anche per le ristrutturazioni di interni ed esterni. Nella maggior parte dei casi, invece, l’abusivismo si concretizza perché le opere vengono fatte in difformità della concessione edilizia. Per la serie, insomma, “tanto non se ne accorge nessuno …”. Sbagliato. Perché c’è una squadra – quella Edilizia della polizia municipale – che, nonostante l’organico risicato, riesce a pizzicare sempre i costruttori fuori regola. E lo scorso mese di dicembre sono stati ben 14 i casi di abusivismo edilizio.

Su questi 14 nuovi casi, i responsabili di palazzo dei Giganti hanno già firmato due ingiunzioni di demolizione e un ordine di ripristino. Si sta, naturalmente, ancora lavorando. E, nonostante le festività, a pieno regime.   

Polizia municipale e ufficio tecnico sono, da tempo ormai, al lavoro – e avviene in maniera sistematica e capillare – per scoprire tutti gli abusi, anche quelli più piccoli che magari riguardano la variazione della metrature di porte o finestre. Scoperto l’abuso si procede all’apposizione dei sigilli, scattano le denunce e l’iter arriva, poi, come da procedura, alle ordinanze di demolizioni. Ordinanze alle quali se il cittadino non ottempera spontaneamente si passa alla “fase 2”: l’opera abusiva viene acquisita al patrimonio del Comune che avvia la demolizione ponendo le spese a carico del privato.

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