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Cooperative edilizie, Firetto: "Da oggi si può acquistare l'area su cui sono costruite le case"

Migliaia gli agrigentini che finora, nelle circa 100 cooperative esistenti, hanno recintato e gestito la superficie circostante i rispettivi palazzi e che adesso potranno regolarizzare la propria posizione "riscattando" le aree

Sono circa 2200 gli agrigentini proprietari di altrettante case in cooperativa che potranno entrare pienamente in possesso del suolo su cui insiste la propria abitazione. Perchè, cosa di cui molti non sono a conoscenza, i condomini possono sfruttare il diritto di superficie, ma non posseggono il terreno su cui sono stati edificati gli immobili.

Circa 100 le cooperative esistenti che hanno, quindi, "abusivamente" recintato e gestito la superficie circostante i rispettivi palazzi e che adesso, grazie a una delibera varata dalla giunta Firetto, potranno regolarizzare la propria posizione "riscattando" le aree ricadenti nei Piani di zona di edilizia residenziale attraverso la trasformazione in atto di proprietà.

Un passaggio utile e un'opportunità, secondo quanto spiegato dal sindaco Lillo Firetto: "E' un provvedimento atteso che dà la possibilità di acquisire un diritto pieno sul proprio immobile. Si realizza in coincidenza, rendendo una situazione di fatto conforme a quella di diritto, garantendo il diritto sacrosanto a essere pienamente possessori di una casa ed a tramandare il bene. E' un’opzione, non un obbligo, che speriamo risponda non solo ai cittadini che ci hanno sollecitato l'atto, ma anche a tutti gli altri".

Per l'assessore al Patrimonio, Giovanni Amico, si tratta di "evitare di 'perdere' il frutto dei propri sacrifici, seppure si parli di una settantina di anni". Questo perchè la convenzione è 99ennale e, secondo legge e senza alcun rinnovo della stessa, alla sua scadenza i beni edificati su queste superfici potrebbero entrare in possesso del Comune. Dalla delibera sono interessate le aree dei quartieri di Villaseta-Monserrato, Fontanelle e Madonna delle Rocche, assegnate nel tempo alle cooperative edilizie con convenzione urbanistica, per cui la commissione comunale di valutazione beni ha stimato il prezzo medio in 30 euro al metro quadro.

Centinaia di migliaia i metri quadri che, se venissero tutti riscattati, porterebbero quasi 10 milioni di euro nelle casse dell'ente che, come spiegato dall'assessore all'Urbanistica, Elisa Virone, consentirebbero "all'amministrazione di contare su risorse finanziarie aggiuntive da destinare ad interventi edilizi ed investimenti di interesse per la cittá". Certo c'è ancora da fare una stima precisa e avviare un censimento capillare, ma l'iter è avviato e l'interlocuzione, con privati e condomini, aperta.

I proprietari di case in cooperativa dovranno adesso farsi due conti (quindi moltiplicando 30 euro per i metri quadri di quanto edificato, per una media di 3 o 4 mila euro, cui va aggiunto in millesimi la porzione di spazio circostante) e capire se e quando pagare per garantire alle rispettive generazioni future la proprietà dell'immobile acquistato ad una cifra che dal Comune definiscono "particolarmente conveniente".

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