"Ritardi nel parto cesareo" bambino resta disabile al 90%: l'Asp paga un milione e mezzo di euro

La famiglia ne aveva chiesti oltre sette e mezzo, alla fine si è trovato un accordo extragiudiziario

(foto ARCHIVIO)

Un milione e quattrocentomila euro come risarcimento per i danni subiti da una presunta malpractice sanitaria. A tanto ammonta la somma che l'Azienda sanitaria provinciale liquiderà ad una donna della provincia di Agrigento, madre di un minore nato con gravi problemi di salute. Questa aveva chiesto quasi 7 milioni e mezzo di risarcimento per i danni riportati dal bambino e provocati a suo dire da un ritardo del taglio cesareo di 70 minuti. Questo avrebbe causato una encefalopatia ipossico-ischemica al minore con un danno biologico permanente del 90%. Il bimbo non ha quindi alcuna possibilità di interagire con il mondo circostante.

L'Azienda sanitaria, accogliendo la proposta dell'avvocato della famiglia, ha però deciso di intraprendere una strada extragiudiziaria, risarcendo con un milione e mezzo di euro circa la famiglia, la quale rinuncerà al ricorso.

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