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(foto ARCHIVIO)

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"Non ci fu alcuna inadempienza dell'Ato idrico", Tar respinge ricorso da 76 milioni di euro

A proporlo era stata la Girgenti Acque per presunte mancanze organizzative e gestionali connesse alla consegna delle reti o al calcolo della tariffa

“Nessun inadempimento è imputabile al Consorzio (oggi Ati), in quanto il predetto si è sempre attivato per dare esecuzione al rapporto di convenzione, in un quadro fattuale e giuridico particolarmente complesso e caratterizzato da elevata conflittualità tra i diversi soggetti coinvolti, nel tempo, nell’affidamento e nella gestione del servizio idrico integrato. Parimenti, nessuna concorrente responsabilità può addebitarsi all’organo regionale titolare del potere sostitutivo, più volte esercitato su sollecitazione del Consorzio”.

Così il Tribunale amministrativo regionale ha respinto nei giorni scorsi un ricorso, datato 2014, e proposto dalla Girgenti acque contro l'Ambito per presunti inadempimenti appunto connessi alla consegna delle reti e degli impianti sia dei comuni "ribelli" che quelli degli enti acquedottistici Voltano e Tre Sorgenti e per una presunta inattività nell'approvazione della tariffa, votata 5 anni dopo l'avvio del servizio solo in seguito ad un commissariamento da parte della Regione.

Obiezioni che il Tar non ha accolto, ritenendo appunto infondata la richiesta risarcitoria e condannando l'ormai ex gestore idrico a pagare le spese legali.

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