Riqualificare il tratto costiero tra Maddalusa e la foce dell'Akragas: firmato protocollo d'intesa

Dovrebbe sorgere anche un Antiquarium archeologico del mare, nonché museo aperto della foce, con esposizione di reperti archeologici subacquei, con una sezione naturalistica riferita alla peculiarità  di fauna e flora

La foce del fiume Akragas (foto ARCHIVIO)

Riqualificazione paesaggistico-ambientale, valorizzazione e fruizione del tratto costiero tra Maddalusa e la foce del fiume Akragas. Ha preso forma, ieri, con la firma di un protocollo d’intenti l’idea progetto proposta dal Libero consorzio comunale di Agrigento. A sottoscrivere l’atto, il sindaco Lillo Firetto e i rappresentanti degli altri enti interessati: Soprintendenza, Parco archeologico, azienda Foreste e Demanio. L’idea, che prende origine da un avviso dell’assessorato regionale agli Enti locali a cui ha partecipato il Libero consorzio, è relativa “al miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione del patrimonio culturale nelle aree di attrazione e la valorizzazione per lo sviluppo turistico”.

Il progetto mira, in sostanza, alla sistema urbano-paesaggistico di Maddalusa-foce fiume Akragas, area caratterizzata da dune, arenili e un’antica fascia boschiva che fa da cerniera con l’abitato di San Leone. La foce dell’Akragas è stata, nelle varie epoche, il caricatore e il porto canale, sia in epoca Ellenistica che nel periodo romano con il florido Emporium. Quest'area, particolarmente attrattiva dal punto di vista storico, archeologico e culturale, vede anche la presenza  di una cospicua fauna stanziale e assume quindi valore anche dal punto naturalistico. L’idea progettuale si fonda sulla riattivazione strategica dei sistemi ambientali ed ecologici esistenti. Primo fra tutti la realizzazione di opere di restauro dei percorsi culturali, come l’apertura del percorso che dal ponte di Maddalusa arrivi alla "Focetta". Quest'ultima struttura una volta recuperata, potrebbe diventare l'Antiquarium archeologico del mare nonché museo aperto della foce, con esposizione di reperti archeologici subacquei, con una sezione naturalistica riferita alla peculiarità  di fauna e flora della foce, birdwatching e centro di accoglienza turistica e di educazione ambientale. Un progetto veramente ambizioso quello di cui si sta discutendo, nelle ultime ore, ad Agrigento.  

“Adesso grazie all’affascinate ipotesi progettuale di riqualificazione paesaggistico-ambientale, il tratto costiero tra Maddalusa e la foce del fiume Akragas, splendente con le sue dune, o suoi arenili e l’antica fascia boschiva che  guarda e abbraccia San Leone, tornerà a ‘parlare’ al mondo della vocazione marinara della città – ha commentato, ieri, dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa, un entusiasta sindaco di Agrigento: Lillo Firetto - . L’Antiquarium archeologico del mare, museo aperto della foce, svelerà altri tesori di Akragas. Ci riprendiamo così – ha sottolineato l’amministratore che, da tempo ormai, pensa proprio alle celebrazioni per i 2600 anni di Agrigento - la nostra la nostra natura e la nostra cultura mentre ci avviamo a ricordare i 2600 anni della nostra storia”. Servirà, inevitabilmente, del tempo per concretizzare l’idea progetto proposta dal Libero consorzio comunale di Agrigento. Ma le premesse attuali sono più che ambiziose ed entusiasmanti. 

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