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Cronaca Siculiana

Siculiana, «estorsioni aggravate dal metodo mafioso»: rinvio a giudizio per Gagliano

Arrestato nel novembre del 2015, l'agrigentino è accusato di due estorsioni con metodo mafioso "per conto della famiglia di Porto Empedocle". Secondo le indagini, le avrebbe commesse ai danni di un noto imprenditore della zona che nel luglio del 2014 aveva anche subito un atto intimidatorio

Il gup di Palermo, Alessia Geraci, ha rinviato a giudizio Antonino Gagliano, 48 anni, imprenditore di Siculiana. Arrestato nel novembre del 2015, l'agrigentino è accusato di due estorsioni con metodo mafioso "per conto della famiglia di Porto Empedocle".

Secondo le indagini dei carabinieri della Stazione di Siculiana, l'uomo avrebbe commesso estorsioni ai danni di un noto imprenditore della zona che nel luglio del 2014 aveva anche subito un atto intimidatorio. 

Proprio da quell'episodio, infatti, partirono le indagini dei militari dell'Arma, che hanno portato alla misura cautelare eseguita ed emessa su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

Gagliano era già stato coinvolto a seguito dell’operazione "Nuova cupola" nella quale era finito in manette anche l’omonimo cugino Antonino Gagliano, 42 anni, considerato il capofamiglia di Siculiana e sottoposto al regime carcerario del "41 bis".

E' fissata al 6 giugno prossimo la prima udienza davanti ai giudici della terza sezione penale di Palermo.

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