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Lunedì, 23 Maggio 2022
Il caso / Petrusa

Rimprovera ospite di comunità e viene aggredito: prete finisce in ospedale

Il cinquantacinquenne palestinese che avrebbe dato già altri problemi è stato denunciato ed è stato avviato l'iter per revocare il permesso di soggiorno

“Reo” di averlo rimproverato. E’ per questo motivo che un prete sessantacinquenne, presidente e legale rappresentante di una associazione che si occupa dell’accoglienza di migranti, è stato aggredito e selvaggiamente picchiato da un palestinese di 55 anni. Il parroco è finito al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” dove i medici, dopo averlo sottoposto a tutti gli accertamenti sanitari ritenuti necessari hanno sciolto la prognosi in sei giorni. Tanto ci vorrà, salvo complicazioni, per guarire da traumi ed escoriazioni riportate.

E’ accaduto tutto, nei giorni scorsi, in una struttura d’accoglienza di contrada Petrusa.

Il parroco si è accorto che l’extracomunitario apriva, ripetutamente, gli sportelli della cucina della comunità, ma armeggiava anche con gli sportelli del gas metano. Il sacerdote ha, appunto, dunque richiamato l’immigrato. Ed è bastato questo per far scatenare la sua ira. Il palestinese ha aggredito il sacerdote, picchiandolo – ripetutamente – con pugni e schiaffi all’addome e alle spalle.

A salvare il sacerdote sono stati gli altri operatori della comunità d’accoglienza che, non appena hanno sentito le urla, si sono subito precipitati e hanno trovato il prete riverso per terra.

Scattato l’allarme, sul posto, in contrada Petrusa, sono accorse le pattuglie della sezione Volanti della Questura, quelle dei vigili urbani e due ambulanze. Il sacerdote è stato subito trasferito al pronto soccorso, mentre l’immigrato è stato deferito, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica ed è stata formalizzata anche l’immediata richiesta di revoca del provvedimento di accoglienza. A quanto pare, il palestinese avrebbe già avuto, nel recente passato, comportamenti violenti. Durante uno dei colloqui avuti con l’assistente sociale, l’immigrato si era anche tagliato le vene. Ma sarebbe stato anche ostile e sempre preda dell’ira nei confronti di altri ospiti della struttura, anche se non era mai, appunto, arrivato ad una vera e propria aggressione.

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