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Cronaca

Rimborsopoli, testi scagionano l'ex consigliere De Francisci: "Lavoro era reale"

Il giovane politico è accusato di avere "truffato il Comune stipulando un'assunzione fittizia nell'azienda di famiglia". Un ingegnere e alcuni clienti lo difendono

“Ho redatto il progetto del pontile di San Leone per conto della De.Ma. e il mio unico punto di riferimento è stato Giuseppe De Francisci”. L’ingegnere Sandro Orlando scagiona l’ex consigliere comunale, il primo a finire sotto processo nell’ambito dell’inchiesta “Rimborsopoli”.

Il giovane politico è imputato insieme alla zia Antonina La Mantia, 55 anni, di falso e truffa ai danni del Comune perché, secondo la Procura, avrebbe stipulato un’assunzione fittizia, in un’azienda di famiglia (la De.Ma. che opera nel settore della nautica e prese in gestione il porticciolo di San Leone), per ottenere lo stipendio senza lavorare e gratis: una legge regionale prevede, infatti, che sia il Comune a pagare i permessi. Ieri sono stati ascoltati alcuni testi della difesa (gli avvocati Nicola Grillo, Arnaldo Faro e Davide Lo Presti) che hanno raccontato l’esatto contrario. 

Versione identica di altri due testi della difesa che sono stati interrogati anche dal pm Maria Luisa Butticè. Giancarlo Mirabile, proprietario di una barca, ha confermato: “Ho preso in affitto un posto nel pontile e il contratto l’ho firmato con De Francisci. Lavorava al porticciolo turistico di San Leone e aveva l’ufficio all’interno”. 

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