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Cronaca

"Rimborsopoli", disposto dissequestro di 103 mila euro

I giudici del Riesame hanno accolto il ricorso del difensore dell'ex consigliere Alfonso Vassallo che ha documentato l'effettività del rapporto di lavoro anche dopo la scadenza del mandato elettorale

Nuovi sviluppi nell’inchiesta “Rimborsopoli”. Il tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro di 103 mila euro che erano stati requisiti sui conti correnti di due indagati, fra cui l'ex consigliere comunale Alfonso Vassallo. 

Secondo l’accusa, l'ex consigliere Alfonso Vassallo – scrive l’Italpress - avrebbe avere "truffato il Comune di Agrigento, facendosi assumere fittiziamente al vertice della segreteria provinciale di Confartigianato allo scopo di ottenere i rimborsi dell'amministrazione comunale per i periodi in cui era in aspettativa".

“I giudici – riporta l’agenzia di stampa - hanno accolto il ricorso del difensore, l'avvocato Daniela Posante che difende Vassallo, che ha documentato l'effettività del rapporto di lavoro anche dopo la scadenza del mandato elettorale.

Il sequestro aveva riguardato pure il presidente di Confartigianato, Francesco Giambrone - che è difeso dagli avvocati Tania Castronovo e Stefano Catuara - accusato di "avere predisposto l'assunzione fittizia”.

Restituiti inoltre 9.370,29 euro che erano stati sequestrati all'ex consigliere comunale Antonino Cicero - che è difeso dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica che – scrive ancora l’Italpress -  “avrebbe truffato il Comune trasferendo fittiziamente la residenza a Palermo per ottenere i rimborsi chilometrici”.

L'inchiesta "Rimborsopoli", domani approda di nuovo al riesame per discutere il ricorso della Procura contro la decisione del gip Alessandra Vella che aveva rigettato parte delle richieste di sequestri riguardanti anche altri due ex consiglieri comunali.

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