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Rigassificatore di Porto Empedocle, la Soprintendenza scrive all'Unesco: "Intervenite per salvare la Valle"

Michele Benfari chiede un intervento al comitato internazionale per scongiurare la realizzazione dell'opera

"Il rigassificatore di Porto Empedocle? Una minaccia per un sito patrimonio mondiale, intervenga l'Unesco". E' questa in sintesi, la posizione assunta dal soprintendente ai beni culturali di Agrigento, Michele Benfari, in una lettera inviata al Wordl heritage centre dell'organizzazione che accompagna un vero e proprio rapporto sulla vicenda.

"Tale complesso industriale - dice Benfari - provocherebbe un drastico cambiamento del paesaggio in prossimità dell'area archeologica di Agrigento, proprio al confine della sua zona cuscinetto. Gli apprestamenti per la rigassificazione modificherebbero in modo permanente la percezione visuale dei resti archeologici monumentali dai principali punti di vista: dall'acropoli della città antica, come pure dalla collina dei templi, verso il mare".

Il soprintendente, che poche settimane fa aveva già escluso la possibilità che l'impianto sia autorizzabile

"Nel passato - continua Benfari - un'autorizzazione è stata rilasciata sul complesso di rigassificazione presso il porto di Porto Empedocle. Oggi un più accurato esame delle leggi vigenti di protezione del paesaggio, e l'elevato rischio rappresentato
da un impianto di rigassificazione di grandi dimensioni, quale la cosiddetta 'Direttiva Seveso III' richiede sia collocato lontano dai centri abitati e dal patrimonio culturale, suggeriscono di non rinnovare l'autorizzazione scaduta".

E se questi sono gli aspetti burocratici, il soprintendente invoca uno "sforzo maggiore... per mantenere il proposito di tutela e trasmissione di tale patrimonio culturale alle generazioni future" della Valle in considerazione del "deterioramento che potrebbe essere provocato al sito".

Per questo Benfari chiede all'Unesco di "esaminare la situazione ed eventualmente informare il Comitato del patrimonio mondiale in
modo che esprima un'autorevole opinione sull'opportunità di collocare un impianto di rigassificazione vicino al sito Unesco dell'Area Archeologica di Agrigento, il cui valore oggi è accresciuto dalla presenza al suo confine della casa natale e della tomba di Luigi Pirandello, dalla Torre di Carlo V nel Porto di Porto Empedocle, e non lontano lungo la costa dal sito archeologico della villa marittima romana di Realmonte con i suoi mosaici ben conservati, vicino alla bianca falesia della Scala dei Turchi".

Questo, ovviamente, affinché il Comitato "possa contribuire a cercare soluzioni appropriate per assicurare la piena tutela della proprietà, e al fine di evitare quanto accaduto nel 2007, quando il direttore del World heritage centre, Francesco Bandarin, apertamente espresse le preoccupazioni sulla tutela dell'Eccezionale Valore Universale, proprio dopo il rilascio dell'autorizzazione per il rigassificatore fortunatamente ad oggi mai costruito".

Intanto, mentre domani si terrà una riunione del movimento "no al rigassificatore", le notizie che giungono dal Governo nazionali sembrano rassicuranti per chi si oppone alla costruzione della struttura. A far sfumare la possibilità sarebbero non questioni di natura ambientale o paesaggistica, ma più semplicemente di tipo economico.

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