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Cronaca Porto Empedocle

Rigassificatore, dopo la Soprintendenza anche il Parco dice no: "Incompatibile con il territorio"

In una nota di una ventina di giorni fa il direttore Roberto Sciarratta da un lato precisa che l'area interessata è fuori da quella archeologica, ma rimarca la contrarietà già espressa nel 2012

A distanza di alcune settimane dal netto "no" della Soprintendeza di Agrigento, oggi a rimarcare una contrarietà alla realizzazione del progetto è il Parco Archeologico.

A farlo, in una lettera inviata al Ministero competente, è il direttore dell'Ente che gestisce l'area archeologica Roberto Sciarratta. Pur precisando che l'area in esame "ricade al di fuori della perimetrazione del Parco archeologico pur distando poco più di un migliaio di metri dai confini dello stesso", evidenzia che la stessa "ricade invece in un'area vincolata ai sensi del Codice dei beni culturali in quanto territorio costiero e soggetto al parere della competente soprintendenza".

Ma non è finita qui, perché Sciarratta va oltre e scrive: "Per quanto riguarda gli apprezzamenti di merito e le valutazioni tecniche, nella considerazione di quanto sopra e riconoscendo alle opere un carattere invasivo, il Consiglio del parco ha esaminato negli anni scorsi gli aspetti relativi all'impatto pronunciandosi, anche pubblicamente, circa 'l'incompatibilità dell'opera con il territorio di cui la Valle dei Templi è parte integrante'".  Una dichiarazione, quest'ultima che venne pronunciata già nel 2012.

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