Ha aperto un rifugio notturno, "Insieme ai sacerdoti" per aiutare don Giuseppe

Pontillo: "Ognuno dei parrocchiani fa quello che può. Per ora è un piccolo segno, ma speriamo diventi un modello d’accoglienza”. Chi ha bisogno di una residenza per più tempo è indirizzato invece a Casa Rahab, struttura della Caritas diocesana

Don Giuseppe Pontillo

Sarà possibile sostenere anche don Giuseppe Pontillo, responsabile dei Beni culturali della Diocesi e parroco della cattedrale di San Gerlando, con la campagna Cei - "Doniamo a chi si sona" - dedicata alla missione di 35 mila preti diocesani. La campagna per le offerte "Insieme ai sacerdoti", quest'anno, riguarderà, appunto, anche don Giuseppe Pontillo che, ad Agrigento, è in prima linea nell’housing sociale. 

“Le offerte 'Insieme ai sacerdoti' sono, con l’8xmille, lo strumento che permette a ogni fedele di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento dei sacerdoti diocesani, che assicurano una presenza costante in tutte le parrocchie per annunciare il Vangelo e supportare le comunità - ha spiegato Matteo Calabresi, responsabile del servizio promozione della Cei - . I sacerdoti si affidano quindi a noi, per essere liberi di servire tutti, senza dover pensare al proprio sostentamento. Essi dedicano la vita agli altri con una presenza costante che si declina in gesti a volte coraggiosi e a volte semplici di vicinanza. Oggi queste offerte sono in crescita rispetto al passato. Sarebbe bello se potessimo veder confermare nel 2017 questo aumento. Qualsiasi offerta è gradita agli occhi di Dio, come l’obolo della vedova, anche la più piccola. Ma ogni offerta rappresenta comunque un importante segno di appartenenza e comunione". 

E tra i 35 mila preti diocesani sostenuti nella missione con le offerte per il sostentamento c'è anche don Giuseppe Pontillo che ha risposto all’appello dell’arcidiocesi di Agrigento per ospitare persone in emergenza abitativa, allestendo nella cattedrale, un rifugio notturno con 6 posti letto, gestito da volontari. “È quasi solo per le emergenze temporanee - spiega il sacerdote - . C’è un ricambio giornaliero. Chi arriva viene accolto con familiarità”. I fedeli hanno risposto al suo appello: “Ognuno dei parrocchiani fa quello che può. Per ora è un piccolo segno, ma speriamo diventi un modello d’accoglienza”.

Chi ha bisogno di una casa per più tempo è indirizzato invece a Casa Rahab, struttura della Caritas diocesana, aperta nel 2014 e cofinanziata dall’8xmille con 138 mila euro. All’interno, 7 mini appartamenti per 15 persone. “Voglio trasmettere ad altri l’amore incondizionato che ricevo qui” - dice Roberto -  “domiciliato” a Casa Rahab. “Chi arriva si sente incapace di ribaltare il suo destino. Noi lavoriamo sulle potenzialità, restituendo fiducia, per accompagnarli fuori dall’emarginazione” - spiega Matteo Corbo, operatore responsabile della casa - .

Secondo dati Open Polis 2017, l’emergenza abitativa tocca ormai sia i redditi bassi (22 mila euro l’anno) che quelli medi (35 mila). L’identikit di chi perde la casa è composto per il 55 per cento di operai (specie edili), il 23 per cento precari, in gran parte laureati, il 12 per cento disoccupati e il 10 per cento pensionati.

Dal 26 novembre sulle reti nazionali fino a Natale, e per tutto il 2018 su TV 2000, l’invito a domandarsi da dove vengono le risorse per sostenere i sacerdoti e donare un piccolo contributo, verrà anche dallo spot in onda, come lo scorso anno, nelle versioni da 15 e 30 secondi. Da un’idea di Alessandro Sortino, lo spot è stato realizzato da Giuseppe Carrieri. Direttore della fotografia è Giancarlo Migliore e fotografa di scena Giorgia Benazzo. Gli spot in formato web verranno promossi anche su Facebook: www.facebook.com/insiemeaisacerdoti.

Nel 2016 sono state raccolte 99.906 offerte, per un totale di euro 9.365.946 euro. Le offerte per i sacerdoti sono diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.

L’8xmille oggi è strumento ben noto e non costa nulla di più ai fedeli. Le offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più, ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora le offerte coprono circa l’1,8 per cento del fabbisogno, e dunque per remunerare il clero diocesano bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria.  I contributi versati vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le offerte oggi sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa per il Vangelo e per i fratelli, oltre che circa 600 missionari nel Terzo Mondo.

Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno. 

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