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Sciopero finito da una settimana, ma la città e ancora in ginocchio: a pagare sono i cittadini

Sebbene l'astensione arbitraria degli operatori si sia interrotta lo scorso 13 aprile, in moltissimi quartieri le montagne di rifiuti sono ancora in strada a marcire

L'ultima volta che i mastelli per i rifiuti a Favara sono stati vuotati, in larga parte del territorio comunale, era il 27 marzo. Quasi un mese fa, quando gli operatori erano ancora all'opera in modo costante. Questo prima delle due settimane circa di stop (non di sciopero, sia chiaro, nonostante alla fine la commissione nazionale sugli scioperi non abbia ritenuto fuori regola la protesta) che hanno riempito le strade cittadine di pattume, anche in considerazione del fatto che dal Comune non è mai arrivata una - sebbene potenzialmente inutile - ordinanza che vietasse ai cittadini di conferire i rifiuti per strada.

Oggi, che lo "sciopero" è terminato da una settimana circa, la situazione in città è ancora molto difficile: in larga parte dei quartieri i cumuli di rifiuti putrescenti - e indifferenziati - sono rimasti tal quali e anzi sono cresciuti in altezza, con tutto ciò che ne consegue anche considerando che il paese è in zona rossa e ci sono attualmente più di 200 casi di Covid-19.

Se per strada i rifiuti aumentano (dato che, ancora una volta, non è stato indicato nulla ai cittadini rispetto alla possibilità o meno di conferire) anche nelle case la situazione è difficile: in molti, infatti, preso atto che l'indifferenziato non è stato ancora raccolto, continuano a conservare in casa carta, plastica, vetro e organico onde evitare che tutto il materiale vada ad ingrandire la discarica e rischi di non essere effettivamente differenziato.

Una situazione che è ormai al limite e che, ed è la cosa più grave, non è chiaro quando e se verrà del tutto superata, stante che dal Comune non arrivano prese di posizione ufficiali se si escludono saltuari post sui social.

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