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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

"Gettavano rifiuti di ogni tipo in due aree pubbliche", 11 imprenditori verso il processo

La Procura fa notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Un'area nei pressi dell'Asi e l'alveo del fiume di contrada Fondacazzo sarebbero stati sporcati con resti di pesce, frutta, ferro e masserizie varie

Resti di pesce, frutta, ferro, masserizie varie e tanto altro ancora: un'area pubblica della zona dell'area di sviluppo industriale e persino l'alveo del torrente, nei pressi di Fondacazzo, sarebbero stati devastati dai titolari di svariate attività che avrebbero avuto l'abitudine di smaltire i rifiuti prodotti in questo modo.

A immortalare le scene sarebbero state le telecamere nascoste: undici persone, fra imprenditori e rispettivi collaboratori, sono finiti sotto inchiesta per le accuse di abbandono e deposito non autorizzato di rifiuti e miscelazione non consentita di rifiuti.

Il pubblico ministero della Procura di Agrigento, Paola Vetro, nelle scorse settimane aveva fatto notificare a 14 indagati l'avviso a comparire per essere interrogati dalla polizia giudiziaria. In seguito all'atto istruttorio la lista è stata sfoltita a 11 e nei loro confronti è stato firmato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. 

Si tratta di: Tommaso Sciara, 38 anni, di Agrigento; Mario Calogero Sola, 53 anni, di Agrigento; Maurizio Infantino, 58 anni, di Caltanissetta; Benedetto Catania, 50 anni, di Porto Empedocle; Toni Mario Angelo Lo Pilato, 47 anni, di Agrigento; Benito Cacciatore, 33 anni, di Aragona; Calogero Orsolino, 24 anni, di Agrigento; Luciano Terrazzino, 35 anni, di Agrigento; Settimio Barrale, 57 anni, di Agrigento; Calogero Meli, 56 anni, di Agrigento e Salvatore Montana Lampo, 28 anni, di Agrigento.

Tutti gli episodi al centro della vicenda risalgono al periodo compreso fra il giugno e l'agosto del 2018. Gli indagati sarebbero stati sorpresi alla guida di furgoni e mezzi simili, mentre scaricavano cartoni, polistirolo, materiale ferroso, sacchi di rifiuti vari, pesce, frutta e tanto altro prodotto con la propria attività. 

Gli indagati, adesso, avranno venti giorni di tempo per chiedere, attraverso i loro difensori (fra gli altri, gli avvocati Salvatore Pennica, Teresa Alba Raguccia, Michele Mosca e Daniele Re) di essere sentiti, produrre delle memorie o sollecitare altri atti di indagine. 

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