Rifiuti, pronta la stangata per molti comuni agrigentini

L'elenco di quelli che sono fuori dalla soglia del 65% di differenziata, anche di pochi punti, è abbastanza lungo e riguarda quasi tutti i centri di medie-grandi dimensioni

Rifiuti, potrebbe essere lungo l'elenco dei comuni che non hanno raggiunto la soglia del 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2018, e tra questi, quasi tutti quelli di medio-grandi dimensioni.

La riunione operativa per comprendere come applicare la sanzione e stabilire con precisione tutti gli aspetti burocratici (fino al 20% in più ai costi di conferimento) si è svolta solo ieri mattina e molti centri, comprensibilmente, non hanno ancora ricevuto alcunché da parte della Regione, anche se la preoccupazione è abbastanza palpabile, dato che ogni aumento dei costi - da dover poi spalmare in bolletta con un tasso di evasione che è spesso abbastanza alto - può avere serie ripercussioni sulla tenuta finanziaria delle casse degli enti, già messe a dura prova.

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Certo, pare che la sanzione sarà progressiva (ovvero, se la percentuale di un centro è del 15% pagherà molto di più di una dove si è raggiunto, ad esempio, il 64,8%) mentre, al contrario, sarà “secco” il premio fornito ai comuni, dato che sarà riconosciuto solo a chi avrà raggiunto il 65,1%,. Categoria in cui rientrano 9 comuni della provincia, che hanno ricevuto un riconoscimento economico a fine dicembre.

Molti di più sono invece quelli che, stando a quanto promesso dalla Regione, dovranno pagare qualcosa. A partire dal capoluogo, che se ha chiuso a dicembre con una lusinghiera percentuale del 69.7%, su base annua si potrebbe essere mantenuta di poco sotto il 65% a causa dei primi mesi dell’anno in cui la percentuale non raggiunse il il 20-30%.

Una discarica dentro la galleria "Spinasanta", urgente la bonifica

Essere precisi su quali comuni saranno certamente “multati” non è facile, perché i dati completi non esistono ancora, certo è che i piccoli comuni – tranne i casi di Camastra o Burgio – sono tutti in buone acque, ma più la città cresce di dimensioni, maggiori sono i guai. Tra i "cattivi" possiamo inserire senza rischi Canicattì, Licata, Favara, Palma di Montechiaro e Naro, mentre c'è da comprendere bene i dti per Sciacca e Porto Empedocle. 

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