"E' incandidabile", avvocatura dello Stato contro l'ex sindaco Cascià

Presentato ricorso alla corte d'Appello contro la decisione del tribunale di Agrigento, ritenuta "sminuente" dei fatti contestati

L'ex sindaco Cascià

Incanditabilità dell'ex sindaco e del vicesindaco di Camastra, Comune sciolto per mafia: l'avvocatura dello Stato dopo aver perso il primo round davanti al tribunale civile di Agrigento tenta il ricorso in Corte d'Appello. 

Se in primo grado il Tribunale aveva respinto il provvedimento del Ministero dell'Interno che, appunto, decideva per Angelo Cascià e Vincenzo Urso l'impossibilità di ricoprire cariche pubbliche, adesso lo Stato ha deciso di impugnare il provvedimento, contestando su tutta la linea la scelta adottata.

Respinta la richiesta di incandidabilità del sindaco Cascià

"Il provvedimento emesso dal Tribunale di Agrigento - si legge  nel ricorso - pone in rilievo un'analisi atomistica e sminuente dei singoli episodi evidenziati nella proposta ministeriale di scioglimento del Consiglio comunale, episodi che invece se valutati nel loro insieme evidenziano, inequivocabilmente, il condizionamento dell'attività dell'ente locale da parte della criminalità organizzata". Bastano, secondo l'avvocatura "sistematiche disfunzioni dell'agire dell'amministrazione comunale, alle quali gli amministratori non abbiano saputo porre argine o che non abbiano avvertito adeguatamente e dale quali si possa desumere che gli interessi economici privati di uomini e di  imprese legali alla criminalità organizzata abbiano saputo giovarsene i invia sitematica o in epiosi ricorrenti". 

Scioglimento del Consiglio comunale per mafia, il Tar: "Nessuna illegittimità"

Prendendo spunto unicamente dalla relazione della Prefettura che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune, l'Avvocatura ritiene che rispetto alla gestione dell'Ente sia l'ex primo cittadino che l'ex vicesindaco "non hanno esercitato la vigilanza che sarebbe stata necessaria in un contesto compromesso dalla radicata presenza di organizzazioni criminali, rendendo in tal modo l'amministrazione comunale permeabile ad illeciti condizionamenti esterni, sono assolutamente indicative di una mala gestio e presentano valore emblematico ai fini che qui interessano".

L'udienza è prevista per il prossimo 8 novembre. Cascià e Urso sono difesi dagli avvocati Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza e Mario La Loggia

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