Cronaca

In ricordo di Rosario Livatino, Alfano: "La sua storia è un esempio di coraggio"

Nel giorno della commemorazione del "Giudice ragazzino" sono anche intervenuti, Giovanni Civiltà e Michele Cimino

Angelino Alfano

Ventiseiesimo anniversario della morte del magistrato, Rosario Livatino. Nel giorno della commemorazione del “Giudice ragazzino”, si è svolta anche la cerimonia di intitolazione del nuovo viadotto "Gasena". 

A commentare, nella solenne giornata il ministro dell’interno, Angelino Alfano: "Oggi ricordiamo il giudice Rosario Livatino, la cui giovane vita è stata spezzata 26 anni fa dalla mafia. E oggi, alla sua memoria, è stato intitolato il viadotto proprio in corrispondenza della stele. La sua storia è uno straordinario esempio di coraggio, legalità e fede, non solo per la Sicilia, ma per l'intero Paese.Il suo sacrificio non è stato vano: lo Stato ha fatto passi avanti nella lotta alla mafia, ha studiato e attuato nuove strategie, varato nuove leggi, conquistato sempre di più la fiducia dei cittadini che sono scesi in campo come baluardo della società civile e dei tessuti sani del nostro Paese. La nostra strategia è forte e si basa su tre pilastri: arresto dei latitanti, carcere duro, sequestro e confisca dei patrimoni dei mafiosi. Non abbiamo chiuso ancora i conti con la mafia, ma lavoriamo ogni giorno, con tutto l'impegno e la determinazione possibili, per ostacolare la sua riorganizzazione e il ricordo di uomini delle istituzioni come Rosario Livatino ci dà grande forza”.

Nella giornata della memoria arrivano anche le parole di Giovanni Civiltà, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Agrigento. "Il sacrificio di Rosario Livatino, martire della Giustizia, e Beato dalla Chiesa, è una stella polare dei tanti, sempre più, giovani agrigentini, che si riconoscono nel suo esempio di integrità morale, di senso della responsabilità e del dovere, e, soprattutto, di profondo legame con la propria terra di origine, dove crescere e lavorare, nella legalità e nel rispetto civile. “Onorare la memoria di Rosario Livatino – aggiunge Giovanni Civiltà – significa trasmettere alle nuove generazioni il ricordo e l’esempio di uno dei migliori figli della terra agrigentina, fonte inestimabile di educazione e di insegnamento”.

Nella giornata dell'anniversario di morte, del Giudice Livatino, arriva anche l'intervento di Michele Cimino. "Rosario Livatino operò in magistratura con meriti eccezionali: a lui si devono importanti indagini antimafia che portarono alla confisca dei beni dei boss. L’utilizzo di questo
strumento lo fece diventare bersaglio di 'cosa nostra'. Ma Livatino, nonostante la minaccia mafiosa, era sorretto dalla sua profonda fede
tant’è che papa Giovanni Paolo II lo definì martire della giustizia”. Così Michele Cimino, deputato regionale e portavoce di Sicilia Futura
ricorda il giudice Rosario Livatino nel ventiseiesimo anniversario del suo assassinio.

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