Mattarella scrive all'Anm di Agrigento: "Apprezzo le vostre iniziative in ricordo di Livatino"

Il capo dello Stato ha inviato una lettera al presidente del sindacato delle toghe Giuseppe Miceli: "Resistere a mafia e indifferenza"

Il consigliere del Csm, Nino Di Matteo, con il presidente dell'Anm Giuseppe Miceli in occasione del convegno in memoria di Livatino

"Ricordare la vile uccisione di Rosario Livatino richiama la necessità di resistere alle intimidazioni della mafia opponendosi a logiche compromissorie e all’indifferenza, che minano le fondamenta dello Stato di diritto". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel trentesimo anniversario dell’uccisione del Giudice Rosario Livatino, ha scritto nel messaggio inviato al presidente della sottosezione di Agrigento dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Miceli.

"Rosario Livatino, Sostituto Procuratore della Repubblica e poi Giudice della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, ha condotto importanti indagini contabili e bancarie sulle organizzazioni criminali operanti sul territorio e sui loro interessi economici - ha ricordato il Capo dello Stato -. Egli ha, tra i primi, individuato lo stretto legame tra mafia e affari, concentrando l’attenzione sui collegamenti della malavita organizzata con gruppi imprenditoriali".

"Consapevole del delicato ruolo del giudice in una società in evoluzione e della necessità che la magistratura sia e si mostri indipendente, egli ha svolto la sua attività con sobrietà, rigore morale, fermezza e instancabile impegno, convinto di rappresentare lo Stato nella speciale funzione di applicazione della legge", ha sottolineato. "A distanza di trenta anni, desidero manifestare apprezzamento e vicinanza per tutte le iniziative promosse in ricordo di questo valoroso magistrato e rinnovare i sentimenti di partecipazione e gratitudine del Paese a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato e che in questi anni ne hanno costantemente tenuto viva la memoria".

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