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Canicattì, «ingannarono Banca, soci e risparmiatori»: chiesto rinvio a giudizio per Augello e Di Franco

Con quest’accusa è stato chiesto il rinvio a giudizio per Vito Augello, 73 anni, ex presidente del Cda della Banca di credito cooperativo San Francesco di Canicattì. Assieme a lui, la Procura ha chiesto venga processato anche Luigi Salvatore Di Franco, 61 anni: vice presidente dell’Istituto di credito all’epoca dei fatti

Ingannare i soci e i risparmiatori per conseguire un ingiusto profitto. Con quest’accusa è stato chiesto il rinvio a giudizio per Vito Augello, 73 anni, ex presidente del Cda della Banca di credito cooperativo San Francesco di Canicattì. Assieme a lui, la Procura ha chiesto venga processato anche Luigi Salvatore Di Franco, 61 anni: vice presidente dell’Istituto di credito all’epoca dei fatti, con Augello avrebbe ostacolato l’attività di controllo della Banca d’Italia e omesso informazioni circa "attività" poste in essere alll’interno dell sbanca che andavano in palese conflitto con gli interessi dei creditori e dell’Istituto bancario stesso.

In particolare, Augello per due anni avrebbe "falsificato" i bilanci (nel 2010 e nel 2011) per non dare a vedere che l'istituto era in "sofferenza" per via di una situazione patrimoniale (investimenti svalutati e previsioni di svalutazione inferiori alla realtà) che aveva superato le soglie di rischio imposte per legge: avrebbe in questo caso anche ostacolato le funzioni di vigilanza della Banca d’Italia, occultando atti e omettendo comunicazioni all'Autorità di vigilanza.

Ad "aiutarlo" in questa azione sarebbe stato il suo vice, Di Franco, assieme al quale la Procura attribuisce la colpa di aver avuto «interessi propri e di terzi in conflitto con quelli della società».  Questo perchè, secondo le indagini, all’interno dei locali della banca, in forza di un contratto di comodato d’uso, il subagente assicurativo Gianluca Insalaco, estraneo alla banca e nipote di Di Franco, collocava all’interno della banca prodotti assicurativi per conto della società "N.R.A. Sicilia Srl" partecipata da Laura Augello, figlia di Vito Augello, e per conto della società "MO.C.R.A. Srl", violazione da cui è derivato un danno alla Bcc costituito dal «lucro cessante derivante dal mancato incasso delle provvigioni per la collocazione di prodotti assicurativi che avrebbe potuto conseguire essendo l'istituto di credito regolarmente iscritto all’albo degli intermediari assicurativi e disponendo di personale dipendente in possesso di specifica formazione nonché un danno per i clienti sottoscrittori delle polizze costituito dal costo aggiuntivo del bonifico bancario sopportato in occasione del pagamento del premio a favore di "MO.C.R.A. Srl" e "N.R.A. Sicilia Srl" a Canicattì, quantomeno dall’anno 2010 e sino al novembre 2012».

Anche l’istituto di credito, quale responsabile amministrativo, è finito sotto inchiesta pur rivestendo nel contempo il ruolo di parte offesa, perché non operava tempestivamente ed efficacemente e comunque in modo coerente, per prevenire la commissione da parte dei soggetti apicali che agivano nell’interesse e a vantaggio della stessa banca i reati commessi. L’udienza preliminare è stata già fissata per il prossimo 5 novembre avanti il Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano.

L’udienza preliminare è stata già fissata per il prossimo 5 novembre avanti il Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano.

Gli atti della Procura:

Augello, in particolare è accusato di aver “con l’intenzione di ingannare i soci e il pubblico dei risparmiatori e al fine di conseguire per sé e per altri un ingiusto profitto, esponeva nel bilancio di esercizio al 31.12.2010 fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione patrimoniale e finanziaria della Banca alterandola in maniera sensibile e superiore alle soglie di legge, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione” nonché di non avere indicato in bilancio ulteriori svalutazioni su crediti in sofferenza con riferimento alle esposizioni bancarie Romano Calogero per cui veniva indicata una previsione di perdita di euro 192.478 anziché di euro 294.488 e La Catalano Investimenti Srl per cui veniva indicata una previsione di perdita pari ad euro 998.317 anziché di euro 1.305.478”; inoltre non indicava in bilancio ulteriori svalutazioni su crediti in sofferenza con riferimento alle esposizioni bancarie posizione Mediterranea Cavi spa per cui veniva indicata una previsione di perdita di euro 3.569.819 anziché di euro 4.051.573 e alla posizione La Catalano Investimenti per cui veniva indicata una previsione di perdita di euro 998.317 anziché di euro 1.252.883; nonché perché, nella qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo San Francesco : non esponeva in bilancio una ulteriore svalutazione di euro 3.113.016 dell’investimento finanziario effettuato dalla banca nella polizza di capitalizzazione “Fixed Term Insurance” sottoscritta in data 11.6.2008 con la società Lombard International Assurance SA con versamento di un primo premio di euro 5.000.000, cui era seguito il versamento di un secondo premio in data 13.1.2009 di ulteriori euro 5.000.000; non indicava in bilancio ulteriori svalutazioni su crediti in sofferenza con riferimento alle esposizioni bancarie posizione Mediterranea Cavi spa per cui veniva indicata una previsione di perdita di euro 3.569.819 anziché di euro 4.051.573 e alla posizione La Catalano Investimenti per cui veniva indicata una previsione di perdita di euro 998.317 anziché di euro 1.252.883; infine perché, nella qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo San Francesco al fine di ostacolare l’esercizio delle funzioni di vigilanza della Banca d’Italia, esponeva fatti materiali sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società non rispondenti al vero, ovvero allo stesso fine occultava con altri mezzi fraudolenti fatti che avrebbero dovuto comunicare e comunque ometteva le comunicazioni dovute alla predetta autorità di vigilanza ostacolandone le funzioni.
Augello e Di Franco, in concorso, invece sono accusati di omettere di dare comunicazione agli altri amministratori e ai componenti del collegio sindacale di avere interessi propri e di terzi in conflitto con quelli della società in quanto non comunicavano la circostanza che all’interno dei locali della banca in forza di un contratto di comodato d’uso, il subagente assicurativo Gianluca Insalaco, soggetto estraneo alla banca e nipote di Di Franco Luigi Salvatore, collocava all’interno della banca prodotti assicurativi per conto della società N.R.A. Sicilia Srl partecipata da Laura Augello, figlia di Vito Augello e per conto della società MO.C.R.A. Srl, violazione da cui è derivato un danno alla Bcc costituito dal lucro cessante derivante dal mancato incasso delle provvigioni per la collocazione di prodotti assicurativi che la Bcc avrebbe potuto conseguire essendo la banca regolarmente iscritta all’albo degli intermediari assicurativi e disponendo di personale dipendente in possesso di specifica formazione nonché un danno per i clienti sottoscrittori delle polizze costituito dal costo aggiuntivo del bonifico bancario sopportato in occasione del pagamento del premio a favore di MO.C.R.A. Srl e N.R.A. Sicilia Srl
 

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