"Sorpreso con pezzi di motore rubati", 26enne condannato per ricettazione

La polizia aveva fatto irruzione in una stradina sotto il ponte Morandi, dove era stata allestita una "centrale" del falso

Foto archivio

Otto mesi di reclusione per le accuse di ricettazione e falso materiale. Sono stati inflitti al ventiseienne Angelo Schillaci, di Agrigento, denunciato dalla polizia dopo essere stato sorpreso, insieme a un ragazzino minorenne, con dei pezzi di ricambio di alcuni scooter, risultati rubati.

Gli agenti della sezione "Falchi", il 2 maggio del 2017, hanno fatto un controllo in una stradella sotto il viadotto Morandi per un controllo mirato visto che, in base alle loro informazioni, si trattava di un posto dedito a questo tipo di attività. In effetti, in quella via isolata e lontana da occhi indiscreti, trovano Schillaci insieme a un minorenne mentre armeggiano con alcuni pezzi di ciclomotore rubati.

In particolare, nella circostanza, venivano trovati un vano porta oggetti anteriore e una pedana poggiapiedi in plastica di un ciclomotore Liberty risultato rubato poco prima e un falso contrassegno identificativo per ciclomotori apposto su un veicolo Gilera Runner a bordo del quale si trovavano. La posizione del minore è stata definita separatamente. Schillaci è invece finito a processo davanti al giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, che oggi lo ha condannato. 

La pena proposta dal pubblico ministero Salvatore Caradonna era di 9 mesi di reclusione. La difesa, affidata all'avvocato Calogero Lo Giudice, aveva invece chiesto l'assoluzione sostenendo che "dagli accertamenti sui pezzi di ricambio non è arrivata una certa rinconducibilità con gli oggetti rubati". 

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