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Martedì, 25 Giugno 2024
Corte di appello / Licata

"Finanziò il settore giovanile con un assegno rubato ma manca la querela": prosciolto ex presidente del Licata

Il veneto Sergio Bonfanti Consolini, 67 anni, in primo grado era stato condannato a 8 mesi per ricettazione

Non doversi procedere per mancanza della querela: i giudici della Corte di appello di Palermo, ai quali si è rivolto il difensore, l'avvocato Michele Cardella, hanno ribaltato il verdetto di primo grado e prosciolto l'ex presidente del Licata calcio Sergio Bonfanti Consolini condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione per ricettazione. 

L'uomo d'affari veneto oggi 67enne, nel 2013 era a capo della società gialloblù e, secondo quanto ricostruito, aveva cercato di finanziare le attività del settore giovanile con un assegno di 3.000 euro risultato poi rubato alla compagna ucraina.

La donna, alcune settimane dopo l'emissione da parte dell'allora patron gialloblù, aveva denunciato lo smarrimento con la conseguenza che il titolo di credito, al momento di essere incassato, era stato protestato. 

La difesa, tuttavia, ha ricostruito che la denuncia di smarrimento era successiva all'utilizzo e, quindi, non si sarebbe consumata alcuna ricettazione ma, al massimo, il furto dell'assegno che non era stato mai denunciato e, quindi, non era punibile. 

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