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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Ravanusa

Silenziosi, sporchi di fango e polvere e talvolta con gli occhi bagnati di commozione: ecco i veri eroi di via Trilussa

I 50 specialisti per la ricerca nelle macerie, dopo tre giorni e mezzo di non arrendersi mai, sono ormai stremati. I pompieri ci hanno creduto, e sperato con tutto il cuore, di riuscire a ritrovare - viva - soprattutto l'infermiera Selene che domani avrebbe dovuto dare alla luce il piccolo Samuele

Eroi. Silenziosi, sporchi di fango e polvere (tanta polvere irrespirabile) e talvolta con gli occhi bagnati dalla commozione. Da sabato sera, nell'inferno di via Trilussa di Ravanusa, ci sono stati loro a spaccarsi la schiena per provare a salvare chi era rimasto sotto la montagna di macerie prima e poi, quando le speranze si sono affievolite, per recuperare i cadaveri. In campo - fra l'area rossa e le viuzze circostanti - c'erano e ci sono ancora 80 vigili del fuoco, 50 dei quali specializzati nella ricerca all'interno di macerie. Hanno lavorato h24, alternandosi in turni, con un massimo tre o quattro ore di riposo.  

Il comandante provinciale dei pompieri: "Personale addestrato a queste situazioni"

"Personale addestrato a queste situazioni o ad emergenze ancora più gravi" - ha sottolineato ieri il comandante provinciale dei pompieri Giuseppe Merendino - . Addestrati certo, ma anche esseri umani. Uomini che hanno sostenuto uno sforzo immane. E non soltanto fisico, ma anche psicologico. I pompieri ci hanno creduto, e sperato con tutto il cuore, di riuscire a ritrovare - viva, naturalmente - soprattutto l'infermiera Selene che domani avrebbe dovuto dare alla luce il piccolo Samuele. E quando hanno ritrovato cadavere la trentenne, anche per loro è crollato il mondo della speranza. 

Personale addestrato, ma anche esseri umani che si stancano. Così - dopo tre giorni e mezzo - questa mattina, all'interno della scuola, qualcuno di loro, mettendosi davanti al termosifone, s'è addormentato. Forse soltanto per pochi minuti, giusto il tempo per ricaricare energie e cuore. Perché i vigili del fuoco che hanno lavorato, e continueranno ancora per un po' a lavorare nel centro storico di Ravanusa, sono esseri umani-eroi. Professionisti che, ancora una volta, hanno dimostrato - concretamente e in rigoroso silenzio - di saper mettere a rischio la propria vita ed incolumità per salvare, o almeno provarci disperatamente, quella degli altri.  

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