Lunedì, 22 Luglio 2024
Salute / Ribera

Video-capsula per diagnosi sull'apparato digerente: l'ultima frontiera per la prevenzione e cura arriva al "Fratelli Parlapiano"

Il sistema è riservato a quella parte dell’intestino che non è possibile raggiungere con una tradizionale gastroscopia o colonscopia

Una video-capsula capace di “viaggiare” attraverso l’apparato digerente del paziente per fotografare lo stato di salute dell’intestino diagnosticando con precisione l’eventuale presenza di lesioni e patologie. Non si tratta di fantascienza o di scenari utopistici, ma di uno straordinario e sofisticato sistema diagnostico che, a partire dalla prossima settimana, sarà utilizzato all’unità operativa di Chirurgia dell'ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera diretta da Domenico Macaluso.

La capsula da enteroscopia è una realtà e rappresenta l’applicazione per uso civile di una tecnologia militare, modificata da ricercatori israeliani. Si tratta di un presidio diagnostico monouso, delle dimensioni di una compressa di antibiotico, dotata di doppia fotocamera all’estremità che cattura sei immagini al secondo. La particolare fotocamera è in grado di comunicare con l’esterno attraverso un trasmettitore alimentato da batterie che invia le immagini a un registratore posizionato su una cintura indossata dal paziente.

Domenico Macaluso, medico ribera

“Dopo una semplice preparazione che prevede, il giorno precedente all’esame, una toilette intestinale con delle specifiche soluzioni da bere, la mattina dell’indagine, in regime di day service ospedaliero, il paziente indossa il registratore e deglutisce la capsula, quindi ritorna alle sue consuete attività, anche lavorative, mentre la video-pillola inizia il suo percorso nell’apparato digerente trasmettendo ininterrottamente immagini al registratore - ha spiegato il primario Macaluso - . Dopo circa 8 ore, la capsula viene eliminata per le vie naturali e il paziente ritorna quindi in ospedale per togliere il registratore. Questo strumento verrà collegato dal medico a un computer dotato di una particolare programma che consente il montaggio delle immagini in un video che il sanitario osserverà per individuare l’eventuale presenza di patologie a carico dell’apparato digerente. E’ bene precisare - puntualizza ancora Macaluso - per evitare clamore e inesatte aspettative, che questa diagnostica è riservata a quella parte dell’intestino che non è possibile raggiungere con una tradizionale gastroscopia o colonscopia, cioè l’intestino tenue. In caso di presenza di sangue nelle feci, anche occulto, gli esami più indicati per fare diagnosi sono la colonscopia e la gastroscopia, dato che consentono anche di effettuare interventi di asportazione di neoformazioni come i polipi oppure la biopsia di una lesione rinvenuta nel corso di questi esami, mentre con la colonscopia virtuale o con la video-capsula, la procedura sarà esclusivamente endoscopica. Tuttavia nel caso in cui non venga evidenziata alcuna patologia del colon o dello stomaco o qualora si sospetti una patologia a carico dell’intestino tenue, l’esame maggiormente indicato è l’enteroscopia con video-capsula”. 

Il valore diagnostico della nuova metodica, frutto di un netto percorso di innovazione e di investimento per la miglioria delle dotazioni tecnologiche intrapreso dalla direzione generale dell’azienda sanitaria provinciale di Agrigento, è stato sottolineato dal commissario straordinario, Mario Zappia: “Siamo felici di poter consegnare alla collettività agrigentina uno strumento sofisticato e, per molti versi, avveniristico che permetterà di incrementare la qualità delle azioni di diagnosi, prevenzione e cura delle patologie a carico dell’apparato digerente. Al dottor Macaluso, già in passato primo sperimentatore nel sud-Italia di tecniche innovative come la colonscopia robotica wireless, e a tutta l’equipe dell’ospedale di Ribera vanno le sentite congratulazioni della Direzione strategica per la professionalità, l’impegno e la passione dimostrati”. 

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