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(foto ARCHIVIO)

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"Supermercato della droga", confermata in appello una condanna

Rispetto alla sentenza di primo grado, in corte di appello è caduta l'aggravante della cessione di droga a minore

Sei anni e 6 mesi di reclusione. E' stata confermata in appello la sentenza di condanna a carico di Bassir Rafik, 38 anni, tunisino, il personaggio centrale dell'operazione antidroga "Pit Stop" eseguita - a Ribera - dai carabinieri a marzo dello scorso anno. Rispetto alla sentenza di primo grado, in corte di appello è caduta l'aggravante della cessione di droga a minore, ma la pena è stata confermata e il tunisino, difeso dall'avvocato Giovanni Forte, resta in carcere.

In attesa del giudizio d'appello dopo la condanna in primo grado a 5 anni di reclusione Amin Rohai, di 35 anni, pure lui tunisino, al quale, però, su istanza del suo difensore, l'avvocato Giuseppe Tramuta, sono stati concessi i domiciliari. La posizione di quest'ultimo era stata stralciata. L'istanza avanzata alla prima sezione della Corte di Appello dall'avvocato Tramuta si incentrava sul fatto che si erano affievolite le esigenze cautelari. L'arresto dei due risale all'11 marzo dello scorso anno.

Un supermarket della droga, un fiorente smercio di stupefacenti che sarebbe stato gestito con cessione della droga pure in prossimità della scuola media Crispi. E' stata questa l'impostazione dell'accusa. L'inchiesta avrebbe consentito di bloccare una rete di spaccio di hashish, cocaina ed eroina, che sarebbe stata destinata ad essere fruita nelle piazze di Ribera e dintorni. 

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