"Spacciavano droga durante il lockdown", due indagati fanno scena muta dal gip

Trentaduenne e la moglie si avvalgono della facoltà di non rispondere, gli indagati avrebbero allestito un grosso giro di eroina, cocaina, marijuana e crack

Foto archivio

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere due degli indagati nell’operazione antidroga dei carabinieri di Ribera che ha portato a ricostruire quello che gli inquirenti definiscono un fiorente spaccio di eroina, cocaina, marijuana e crack nel centro crispino.

Lo scrive oggi il Giornale di Sicilia. A fare scena muta sono stati Rached Khalfaoui, 32 anni, tunisino, finito ai domiciliari, e la moglie, Nicoleta Atomi, 20, romena, sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La difesa ha chiesto una misura meno afflittiva per il tunisino e la revoca dell’obbligo di presentazione per la moglie.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, lo stesso che ha disposto le misure cautelari, deciderà entro mercoledì 18 novembre. L’interrogatorio di garanzia si è svolto al palazzo di giustizia di Sciacca. L’operazione è frutto di un'intensa attività d'indagine coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Sciacca Michele Marrone e Roberta Griffo. C’è un terzo indagato, Anis Khalfaoui, di 34 anni, fratello di Rached, che si trova ai domiciliari ad Irsinia, e che è stato interrogato per rogatoria dal giudice del tribunale di Matera. 

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