Rete ospedaliera, Uil: "Indispensabile lo sblocco delle assunzioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

La Uil di Agrigento interviene ancora una volta sulla rimodulazione della rete ospedaliera e del potenziamento dei servizi sul territorio e lo sblocco delle assunzioni nelle aziende sanitarie.

“Sulla sanità dobbiamo registrare passi in avanti che ci lasciano ben sperare, è un settore che questa organizzazione sindacale ha sempre individuato come strategico ed essenziale per il cittadino. La notizia, se confermata, per la quale la rete ospedaliera siciliana e agrigentina non subirà alcun taglio, ma anzi un potenziamento, non può che trovarci d’accordo. E’ indicativo che i parametri del Decreto Balduzzi sui posti letto sono stati aumentati, questo significa maggiore attenzione per la sanità e l’utenza. Un aumento significativo dei posti letto negli ospedali di Agrigento, Sciacca, Licata, Canicattì e Ribera, sono un bel segnale per il potenziamento dei servizi pubblici per il cittadino. Come l’implementazione dei servizi e dei reparti con le specialità aggiuntive, con in testa la chirurgia plastica, la pneumologia e le malattie infettive  al San Giovanni di Dio, sono un ulteriore passo in avanti; e lo sono anche i servizi nuovi attivati negli altri presidi ospedalieri provinciali per una popolazione di quasi 500 mila abitanti".

"Pensiamo che gli ultimi passaggi in Commissione Sanità all’Ars e i pareri dei Ministeri della Salute e dell’Economia possano dare l’assenso definitivo al piano che, ci auguriamo, sia l’inizio di un rilancio dell’intera sanità siciliana. Un Sistema Sanitario siciliano che negli ultimi anni ha subìto disagi e problematiche di tutti i tipi, per il quale ci attendiamo nel primo semestre 2019 sia resa operativa la riforma della rete e dei servizi sanitari nella  nostra isola. Non possiamo che accogliere positivamente, altresì, le 80 stabilizzazioni del personale medico e le oltre 100 del personale sanitario all’interno dell’Asp agrigentina, sperando che le criticità in alcuni reparti come il pronto soccorso si possano definitivamente superare per garantire un organico con più personale medico. Siamo certi che la sanità siciliana, riorganizzata, possa riprendere un cammino di efficienza e di servizi che vadano nell’esclusivo interesse dei cittadini, in una dimensione di capillarità e di efficienza indispensabili per parlare e tracciare un solco di buona sanità e di livelli essenziali di assistenza. Avremmo comunque preferito da parte di questo governo regionale un atteggiamento di maggiore apertura e confronto con le parti sociali, che nei fatti non c’è stato per scelte non ascrivibili alle organizzazioni sindacali”.

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