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Martedì, 23 Aprile 2024
Lavori pubblici

Nuova rete idrica, il finanziamento è ancora al "sicuro": si lavora ad una nuova gara

L'annullamento della procedura, infatti, è di fine luglio: solo ad inizio mese Anac ha preso atto e archiviato la procedura chiedendo però maggiore attenzione alle procedure

Nuova rete idrica? Nulla è deciso e nulla è perso. E, sopratutto, nessun nuovo "annullamento" è sopraggiunto rispetto a quanto avvenuto non più di due mesi fa.

I fatti: lo scorso 22 luglio il Comune di Agrigento (che è stazione appaltante della procedura), riscontrate delle irregolarità nel bando pubblicato a giugno dello stesso anno, provvede al suo annullamento in autotutela. La gara era stata già sospesa l'otto luglio dopo che la Regione aveva avanzato alcuni rilievi facendosi portavoce a sua volta di quanto indicato da Ance Sicilia, l'Associazione nazionale costruttori edili. 

Da allora si stava lavorando per coreggere gli errori e riproporre la gara per intercettare un finanziamento da circa 40 milioni di euro che, va chiarito, non è a rischio. Almeno, non al momento.

Quale è, invece, la novità? Che ad intervenire sul caso, e in modo netto, è stata l'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione che, con una lettera del suo presidente Giuseppe Busia fine settembre non fa altro che prendere atto dell’annullamento, pur confermando "i profili di illegittimità. In primo luogo per l’assenza della clausola di revisione dei prezzi, già in vigore alla data di indizione della gara di appalto. Poi per il mancato aggiornamento dei prezzi previsto dal decreto aiuti secondo cui la stazione appaltante avrebbe dovuto applicare il prezzario aggiornato al 31 dicembre 2021 con l’incremento fino al 20%. Il tempestivo intervento dell’Anac - conclude la nota - ha contribuito a procedere in tempo utile all’annullamento dell’intera procedura di gara evitando la protrazione delle irregolarità e l’acquisizione di offerte non congrue foriere di possibili contenziosi". 

Ancora pù chiara è la lettera del presidente Busia, che precisa come "l’annullamento della procedura da parte di codesta stazione appaltante (ovvero il Comune ndr) sia atto a rimuovere le illegittimità e irregolarità indicate nella comunicazione di avvio del procedimento, con invito, anche per il futuro, ad un maggior rigore nell’indizione delle procedure di gara al fine di assicurare la corretta applicazione della normativa in materia di determinazione del costi dei prodotti delle attrezzature e delle lavorazioni".

In realtà non sono solo questi i punti che necessitano più attenzione: Anac chiede infatti al Dipartimento regionale tecnico "di monitorare il prosieguo della procedura di affidamento fornendo elementi informativi a questa Autorità con particolare riferimento, oltre che agli aspetti evidenzianti in istruttoria, anche in merito al corretto affidamento del servizio di Direzione Lavori nonché con riguardo alla completezza del progetto da porre a base di gara".

Questo mette a rischio uno dei progetti più importanti per impatto e ricadute che si siano messi in "cantiere" negli ultimi anni? La risposta è no: si sta infatti già lavorando ad una nuova gara che rispetti i criteri indicati da Regione e Anac e, comunque, il finanziamento sarebbe al momento ancora al sicuro dal rischio di essere ritirato e/o trasferito. 

Ciò non toglie, ovviamente, che quanto avvenuto sia stato un serio passo indietro rispetto ad un percorso lungamente atteso, frutto tra l'altro anche di un errore di strategia non di poco conto. Sarebbe bastato, infatti, correggere e integrare il bando invece che provvedere, a pochi giorni dalla sospensione, ad annullarlo. Questo avrebbe fatto risparmiare tempo e, ovviamente, acqua che invece così continua a scorrere e disperdersi nel sottosuolo di Agrigento.

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