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Rete fognaria della fascia costiera, passi avanti nella realizzazione: tutti i dettagli

L’appalto prevede la realizzazione e riconversione dei sistemi di sollevamento presenti nella fascia costiera San Leone - Viale delle Dune

Un nuovo inizio per la fascia costiera agrigentina? Si. Perchè è in corso la gara per affidare i lavori di completamento dello schema fognario nell’area della fascia. Da venerdì 16 aprile sul sito di Invitalia, centrale di committenza del commissario unico per la Depurazione, la procedura aperta – con importo a base d’asta di circa 5,8 milioni di euro – per la realizzazione dell’intervento, gestito dalla struttura commissariale guidata da Maurizio Giugni: assieme ad altri quattro previsti nel territorio agrigentino e di Favara, dovrà infatti consentire l’uscita dell’agglomerato “Agrigento e periferia” dalla procedura d’infrazione comunitaria 2004/2034, su cui è già intervenuta la sentenza di condanna della Corte di Giustizia europea (C-251/17) e il pagamento di una sanzione pecuniaria.

L’appalto prevede la realizzazione e riconversione dei sistemi di sollevamento presenti nella fascia costiera San Leone - Viale delle Dune, il completamento con nuove reti, per circa 11 km, e l’adduzione di tutti i reflui ricadenti lungo la fascia costiera, compresi quelli della zona Villaggio Mosè, al nuovo depuratore “Fiume Naro”.  Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il 18 maggio.

“Colmare il deficit nella depurazione di Agrigento e della sua costa – spiega il Commissario Giugni – è un grande obiettivo della struttura commissariale. Con questa gara facciamo un passo in più verso un traguardo che apporterà indiscutibili benefici di ordine ambientale, economico, per lo sviluppo territoriale”.

“Un’altra procedura importante – osserva il Subcommissario Riccardo Costanza – che è partita lo stesso giorno di quella per il collettamento dei reflui di Favara allo stesso nuovo impianto di depurazione: si coglie quindi la visione comune di queste opere, che hanno l’obiettivo, integrate tra loro, di migliorare l’ambiente e restituire crescente attrattiva alla costa agrigentina”.

La struttura del commissario straordinario Unico Maurizio Giugni, composta anche dai due subcommissari Stefano Vaccari e Riccardo Costanza, si occupa delle quattro procedure a carico dell'Italia per il mancato trattamento delle acque reflue urbane, intervenendo direttamente o in coordinamento degli enti locali per realizzare - avvalendosi del supporto di istituzioni e soggetti pubblici (Invitalia, Sogesid, UTA) - le opere necessarie all'uscita degli agglomerati dall'infrazione.

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